lunedì 17 settembre 2018

VISUAL NOVEL ~ The House in Fata Morgana

Dopo molte sofferenze la Tua anima giunge infine di fronte a una villa abbandonata. Perduta in mezzo ad un'oscura foresta, la sua immagine appare di fronte a Te, soffusa come lo è il mondo dopo un lungo sonno. Ebbene, quale scelta farai? Entrerai nella villa? Dietro quella porta ti aspetta...

horror × gotico × romantico × ~40 ore di gioco

The House in Fata Morgana è una visual novel prodotta nel 2012 dal gruppo di sviluppatori Novectacle. Nonostante il gruppo sia amatoriale ogni aspetto di quest'opera è stato curato nei minimi dettagli, perciò il risultato finale è degno di veri e propri professionisti. Inoltre la maggiore libertà garantita dall'essere un gruppo autonomo ha fatto sì che Fata Morgana potesse esprimere liberamente tutta la propria originalità, caratterizzandosi come un prodotto particolare e unico nel suo genere.

Non scenderò nel dettaglio riguardo la trama di Fata Morgana, perché penso che solo così si possa fruire al meglio della novel. Sappiate soltanto che le vicende della villa percorrono i secoli e che la cameriera vi accompagnerà attraverso molte porte, ognuna delle quali vi svelerà una storia tragica e, con essa, un pezzetto di passato. Chissà... forse così riuscirete, prima o poi, a scoprire chi siete e come mai siete arrivati fin lì. E magari svelerete anche il mistero dietro l'enigmatica cameriera, che appare quasi come uno spirito immortale in ognuno dei racconti. Attenzione a ciò che pensate però, perché nel momento stesso in cui avrete una certezza la storia la distruggerà poco dopo, mostrandovi che, proprio come i miraggi, niente è come sembra. E non saranno soltanto le vostre teorie ad essere distrutte, ma anche un pezzetto del vostro cuore, perché questa è una storia straziante che riserva molte sofferenze ai suoi poveri personaggi. Insieme a loro scoprirete il significato del perdono e la forza di un amore che attraversa i secoli, in quella che è una fiaba gotica riuscitissima.

Storie d'amore tormentate, terribili segreti, creature oscure e complicate macchinazioni vi attendono dietro le porte della villa. Ma sebbene molti particolari di Fata Morgana mi abbiano ricordato Poe per l'horror e Hugo o Shakespeare per la drammatica teatralità, vengono trattate in modo sorprendentemente profondo anche tematiche più "attuali". L'identità di genere, i delicati equilibri in un matrimonio combinato, la violenza sessuale e la malattia mentale sono tutti argomenti narrati con sensibilità e accuratezza.


La prosa è contemporanea, semplice e scorrevole, nonostante presenti qua e là qualche arcaismo per fare atmosfera. Una scelta voluta, così come quella di trattare in modo moderno alcune tematiche. "Non volevo raccontare la storia da un punto di vista storico, ma umano. L'ho scritta per le persone che vivono oggi, caratterizzando i personaggi come persone odierne. Non ero interessato all'accuratezza storica." dice Keika Hanada, lo scrittore di Fata Morgana a capo di Novectacle. Ed in effetti le interazioni fra i personaggi non risultano molto credibili dal punto di vista storico, nonostante per il resto il setting sia realizzato bene. Personalmente io avrei preferito un po' più di realismo, ma visto come questa è stata una scelta voluta, immagino sia questione di gusti. 

Alla storia avvincente si aggiunge una colonna sonora azzeccatissima. Come ci suggerisce il gioco all'inizio, raccomandandoci di indossare le cuffie, la musica costituisce una parte integrante dell'opera (e anche per questo consta di 65 tracce create da cinque compositori diversi!). Mentre in molte altre visual novel la colonna sonora è un vago sottofondo il cui unico scopo è quello di sostituire il silenzio, in questa opera essa trasmette emozioni e descrive atmosfere proprio come la narrazione fa in un libro. La musica si unisce alla prosa e la esalta, rendendo le ambientazioni più tangibili, le tragedie più strazianti e i momenti di tensione più angoscianti. D'altronde, non sarebbe forse magnifico se il vostro libro preferito non solo potesse avere una colonna sonora, ma ne avesse pure una totalmente azzeccata? Scommetto che a tutti piacerebbe una cosa del genere. Ecco, questo è quello che riesce a fare Fata Morgana. 

Unica nota negativa del soundtrack: a quanto pare i testi delle canzoni sono scritti in un portoghese sgrammaticato e insensato (devo dire che non me ne meraviglio, conoscendo i giapponesi...). Il significato delle canzoni non è però del tutto perduto, infatti nella "concert hall" sarà possibile riascoltare tutte le tracce, leggendone lyrics e traduzione (sensata).

Da evidenziare per quanto riguarda l'acustica è che questa visual novel non è doppiata. Personalmente credo che questo sia un bene per la storia, dal momento che la recitazione giapponese sarebbe suonata fuori posto in una storia ambientata nel passato e ovunque fuorché in Giappone. Inoltre un soundtrack così ricco risulterebbe fastidioso e in competizione con le voci dei doppiatori. Detto questo, la lunghezza dell'opera è notevole e alcuni giocatori abituati al doppiaggio potrebbero trovare un po' difficile seguire i dialoghi. Non è stato il mio caso.


Ma come ho accennato, la visual novel è effettivamente lunga e sebbene l'assenza di voci oggettivamente non sia un problema, il ritmo rallenta vistosamente nella seconda parte della storia. Premetto che il ritmo è un problema nella maggior parte delle visual novel: gli autori vengono pagati in base alla quantità di ciò che scrivono, e per questo molte narrazioni sono inutilmente verbose. Fata Morgana se la cava meglio della media, soprattutto dal punto di vista strettamente narrativo, ma alcune scene sarebbero potute benissimo essere eliminate per alleggerire la visual novel, che non ne avrebbe sofferto. Detto questo, a me è occorso non più di una settimana per finire le ~40 ore di novel: è fattibile. 

(quando per sbaglio esco la sera...)
La grafica di Fata Morgana si scosta dallo stile anime tipico di questo medium per approdare su lidi più gotici e meno nipponici. Anche se chi è abituato alle visual novel "classiche" potrebbe storcere il naso, la grafica dell'opera è oggettivamente davvero molto buona e, soprattutto, adatta. In particolare ho amato gli sfondi, che pur utilizzando sempre le stesse immagini come base sono modificati graficamente in modo diverso a seconda del periodo storico o della linea narrativa. Questo, assieme alla musica, contribuisce molto alla realizzazione di atmosfere ben riuscite e credibili. Le CG sono sufficienti, anche se non numerose, ma personalmente non ho sentito il desiderio di averne di più perché gli sprite dei personaggi sono molti e realizzati divinamente.


Dal punto di vista tecnico la visual novel è buona. Le impostazioni permettono un'adeguata personalizzazione dell'esperienza di gioco e le slot per i salvataggi sono sufficienti. L'opzione per switchare tra finestra e schermo intero è forse un po' poco pratica, ma niente di troppo fastidioso. Ho apprezzato in particolar modo il menù principale, che pur non essendo niente di straordinario presenta opzioni utili e carine, come visualizzare una lista degli ending sbloccati e visionare tutti i capitoli della storia con relativo riassuntino. La concert hall, con tutte le canzoni tradotte, è un'aggiunta preziosa per chiunque voglia sapere il significato delle canzoni o ami il karaoke. Decisamente divertente anche il "backstage", che offre la possibilià di salutare i personaggi in una scena più allegra e spensierata. Unica nota davvero negativa è la risoluzione un po' bassina, 800x600. Avrei davvero preferito una risoluzione più alta e che meglio si adattasse agli schermi moderni, soprattutto considerato l'alta qualità delle illustrazioni.

Quest'opera è superba ma non esente da punti deboli, come ho già accennato. Non sorprenderà sapere che la visual novel è sostanzialmente cinetica: sono presenti numerose scelte ma, escludendo quelle che influenzano l'ordine cronologico di elementi secondari, le altre si riducono a scelte che permettono di proseguire e scelte che invece portano subito al bad ending. La fine, quindi, è sostanzialmente una sola e vi è poca differenza fra gli altri scenari. Ad eccezione di alcuni dating sim, questo è purtroppo comune nelle visual novel.

Ultima cosa che mi ha fatto un po' storcere il naso è la caratterizzazione di un personaggio principale, che per quanto approfondita non mi è risultata particolarmente gradevole. Credo che la riuscita del personaggio sia stata effettivamente un po' deficitaria, perché anche l'autore stesso ammette di non amarlo particolarmente rispetto ad altri personaggi, oltre al fatto che nonostante questo personaggio sia fra i principali, non è il preferito di nessuno. Se volete saperne di più, ma è spoiler: X, X.

Ho adorato questa visual novel e questo è il motivo per cui ho voluto recensirla così accuratamente, senza tralasciare nessuna critica. Spero però di non confondere le idee: l'opera in generale è davvero, davvero ben fatta. Per la sua caratteristica atipica può essere benissimo letta anche da chi non ha mai seguito una visual novel, così come dagli appassionati, magari annoiati dagli stereotipi del genere.

Siamo alla fine di settembre: sta per arrivare l'autunno e, dopo un po', ci sarà Halloween. Cosa aspettate? Questo è il periodo perfetto per rilassarvi davanti al PC con una coperta e una tazza di tè caldo, indossare le cuffie e visitare The House in Fata Morgana

mercoledì 25 luglio 2018

Guida allo yaoi per buongustai ~ parte II



A seguito del successo di Kaze to ki no uta e più in generale del tanbi, nel 1978 nacque June, il primo magazine yaoi della storia. Keiko Takemiya ne apprezzò la novità e per questo acconsentì a curare una rubrica su come disegnare manga, accrescendo la popolarità della rivista. 

Per diverso tempo June (dapprincipio "Jun") costituì l'unica rivista in cui mangaka yaoi emergenti potevano essere pubblicate. Alcune di loro preferivano però vendere in proprio alla fiera di riviste amatoriali Comiket, strategia questa che in alcuni casi garantiva guadagni ben superiori al misero compenso offerto da June. E' proprio in questo periodo infatti che il Comiket si espanse, passando dai 600 visitatori del 1975 ai 10 000 del 1982, fino addirittura a 100 000 nel 1989. Numeri da capogiro, se si pensa che gli artisti erano tutti emergenti.

Il gruppo 24-Gumi, le molte doujinshi yaoi vendute al Comiket e la rivista June lanciarono lo yaoi sul mercato. A fine anni '80 lo yaoi aveva ormai un discreto seguito, ma le pubblicazioni ufficiali ancora scarseggiavano. Quando la bolla speculativa giapponese scoppiò, nel 1991, diverse case editrici pensarono di fare guadagni facili puntando su questo genere. Nacquero così nuovi magazine (nel 1994 se ne contavano una decina) e furono stampati anche dei tankobon. E' in questo periodo di commercializzazione dello yaoi che viene coniato il termine Boys' Love (BL) e che lo yaoi si definisce come il genere che conosciamo oggi: 

- Preferenza per protagonisti ed ambientazioni giapponesi
- Collocazione della storia nel presente 
- Personaggi più adulti e meno femminei 
- Relazioni omosessuali poco realistiche e che a volte ricordano quelle eterosessuali
- Ruoli rigidi e non flessibili dell'uke (sempre passivo e più effeminato) e del seme (sempre dominante, con più potere e virile)
- Presentazione dell'omosessualità in chiave stereotipica e negativa, quando non riguardante i protagonisti 
- Aumento delle scene di sesso, spesso un requisito fondamentale senza il quale la rivista non pubblica l'opera
- Raffigurazione di relazioni malsane o di violenze come normali o positive
- Assenza totale o quasi di personaggi femminili significativi

Fin dagli anni '90 le perdite economiche dei volumi rimasti invenduti hanno fatto sì che venissero pubblicati sempre più titoli diversi. Alcuni negozi, come i conbini, restituiscono i volumi invenduti alle case editrici dopo appena una settimana! La strategia delle case editrici è quindi quella di stampare un numero maggiori di titoli diversi, ognuno dei quali ha però un minor numero di copie. E' evidente che la storia dello yaoi va a frammentarsi in una miriade di artisti, pubblicazioni, magazine, e tankobon, alcuni dei quali sconosciuti, altri editi solo in Giappone, incompleti e così via. Mi è impossibile analizzare una pool così ampia e diversificata di titoli come ho fatto nella prima parte della guida, perciò dovrete accontentarvi di quelli che sono semplicemente i miei gusti, basati sugli yaoi che ho personalmente letto. (Per rendere la guida un po' più imparziale, più avanti dedicherò uno spazio a consigli di amiche amanti di questo genere!). 

slice of life

Chi non ha mai sognato una giovinezza piena di amici, avventure scolastiche, divertimento, piccoli momenti quotidiani di felicità e, beh, l'amore? Nei BL slice-of-life (i più numerosi fra tutti a mio parere) queste tematiche vengono trattate con delicatezza e semplicità. Gli autori ci mostrano le vite dei personaggi mentre questi crescono, maturano e si innamorano. Nonostante possano essere presenti momenti drammatici e di tensione, queste opere sono per la maggior parte allegre e leggere. Gli slice-of-life rappresentano il genere perfetto per chi vuole avvicinarsi allo yaoi e per chi ama storie dolci e spensierate. 

Doukyuusei di Asumiko Nakamura, con i suoi sequel Sotsugyousei e O.B., è uno degli yaoi slice-of-life più conosciuti e più classici. La storia ruota attorno alle vite di due compagni di classe, il solitario Sajou e l'eccentrico chitarrista Kusakabe. I due  si avvicinano quando, in preparazione ad un'esibizione canora scolastica, Kusakabe si rende conto che Sajou ha bisogno di un aiuto perché nonostante sia uno studente modello di musica non ne capisce proprio nulla. Dolce senza essere sdolcinato, semplice senza diventare noioso, con protagonisti simpatici e uno stile di disegno unico questo manga risulta facilmente apprezzabile davvero da chiunque. E se non vi va di leggere potete sempre recuperare la versione animata del primo volume, realizzata egregiamente da A-1 Pictures appena un anno fa e disponibile sottotitolata in italiano.

Sora to Hara, una spin off in un unico volume, approfondisce il personaggio di un insegnante apparso nella serie principale. Anche questa storia ha un'atmosfera leggera e spensierata, dolce e a tratti divertente. Peccato solo che in nessuna di queste opere sia presente un personaggio femminile di rilievo. A parte questo, decisamente consigliate. Questa serie è in corso di pubblicazione in Italia da Magic Press, anche se le uscite non sono regolarissime.

Itoshi no Nekokke di Haruko Kumota (più famosa per il celebre Shouwa Genroku Rakugo Shinjuu) affascina il lettore con i suoi disegni dolci, gli sfondi curatissimi e le illustrazioni ad acquerello. Questo manga esteticamente grazioso è molto simile a Doukyuusei in quanto a trama, ma è più adulto. Dopo il primo volume infatti i protagonisti hanno circa venticinque anni, lavorano già e vivono insieme. Una scelta questa che ho apprezzato perché permette di leggere situazioni diverse rispetto a quelle delle solite commedie scolastiche. Alla maturità fisica dei personaggi si aggiunge quella del manga, che riesce a trattare tutti i temi - dai più scemotti ai più gravi o controversi - in modo serio e adeguato. La vera nota di merito è che pur essendo un manga serio, "non lo sembra": le pagine sono allegre e spensierate e la storia scorre veloce. Allora, cosa aspettate a leggere le avventure di Mii-kun e Kei a Tokyo?

Little Butterfly di Hinako Takanaga (anch'esso edito da Magic Press) è un altro must read. Non solo perché è una serie carina e ben disegnata, ma anche perché Hinako Takanaga è un'autrice yaoi famosissima e con molta esperienza. Nonostante alcune delle sue opere siano discutibili, la Takanaga è senza dubbio una mangaka abile, capace di creare storie scorrevoli, accattivanti e divertenti. Little Butterfly è il suo yaoi più equilibrato e beginner-friendly. Anche qua abbiamo un amore fra compagni di classe, ma questa volta la storia si addentra in tematiche più "serie" come genitori abusivi, situazioni familiari complicate e malattie mentali. Non vi fate spaventare, però: Little Butterfly è una serie dopotutto abbastanza leggera e semplice, che per atmosfera e costruzione ancora ricorda gli shoujo. Vi è piaciuto e volete qualcosa sulla stessa lunghezza d'onda? Date un'occhiata a Challengers, un'altra serie dell'autrice abbastanza simile.

Da menzionare anche la storia breve Boku no Hatsukoi ni Tsuite, sempre della stessa autrice, di cui ho parlato più nel dettaglio qui. Contenuta nel volume Croquis (sempre edito da Magic Press) quest'opera esplora in modo malinconico una dinamica raramente rappresentata, ossia una storia d'amore che non solo non ha un lieto fine, ma non ha neppure un vero e proprio inizio. E' sicuramente una lettura veloce che consiglio, soprattutto se avete voglia di deprimervi (non si sa mai, alle volte...). 

Rutta to Kodama di Youko Fujitani è meno famoso dei precedenti ma rimane ad oggi uno degli yaoi più carini che ho letto. La storia è molto semplice e ruota attorno alla vita quotidiana di Rutta e Kodama, due ragazzi delle superiori. I due diventano una coppia proprio all'inizio e questo fa sì che l'opera si concentri sulla fase successiva della loro relazione, evitando la pericolosa "sindrome da Kimi ni Todoke". Rutta to Kodama raffigura una coppia sana e realistica, sia dal punto di vista sentimentale che da quello sessuale. I personaggi sono carini, simpatici e mostrano di crescere insieme con il passare del tempo. Ho particolarmente apprezzato il loro buon senso, senza esagerazioni o storpiature purtroppo tipiche di molti yaoi. La loro capacità di comunicazione è invidiabile, secondo me anche da coppie reali (ma non obbligate il vostro ragazzo a leggerlo, suona rischiosa come mossa). Se dovessi davvero trovare un difetto, i capitoli iniziali sono forse un po' affrettati. Considerando però che l'opera era nata come una one-shot e che non è stata subito confermata per un intero volume penso sia comprensibile. Probabilmente conoscete Junjou Romantica: è stato il primo manga yaoi a ricevere una serie anime e  per lungo tempo l'unico ad averne una. Per questo motivo soprattutto negli anni passati, quando c'era meno scelta, Junjou era una delle prime opere yaoi in cui gli interessati si imbattevano. Personalmente ritengo Rutta to Kodama ciò che Junjou sarebbe dovuto essere: breve, realistico e i personaggi hanno fattezze umane. Che aspettate a fare l'upgrade?

Forse però non siete amanti delle storie in cui i protagonisti si mettono insieme subito. Ma non preoccupatevi, ho qualcosa di adatto a voi. In questa storia, i protagonisti non si mettono insieme affatto (almeno per ora)! Sto parlando dell'ormai famoso 19 Days, webcomic cinese disegnato dall'abile Old Xian che si sofferma sulle vite degli studenti Gianni e Sissi (nomi italianizzati perché ragazzi, non ce la posso fare con quelli cinesi). Purtroppo le vostre speranze per una qualche conclusione romantica verranno ripetutamente mandate a quel paese, ma in modo altamente istruttivo: 200+ capitoli di tensione sessuale irrisolta vi faranno capire il vero senso della parola "frustrazione". In questa storia più che nelle altre i protagonisti staranno senza mutande, ma non per i motivi che pensate! Forse le mutande sono state rubate da qualcuno che spera di comprare la merenda con i soldi del riscatto, oppure il protagonista se le è tolte per dargli fuoco in un momento di piromania. Di cose assurde in 19 Days ne accadono davvero tante e sta proprio in questo il bello del webcomic. Oltre a delle illustrazioni a colori molto ben fatte, Old Xian è riuscita a creare un'opera spassosa, movimentata, mai scontata e soprattutto divertentissima. Nonostante il genere comico, sono presenti anche momenti seri e addirittura drammatici non meno coinvolgenti degli altri. Se non vi impaurisce una bromance che raramente sfocia in romance, buona lettura!




Per chi ha voglia di serietà, mi soffermerò adesso su Hidamari ga kikoeru (pubblicato in Italia da Flashbook), la prima opera di Yuki Fumino. Nonostante questa sia la sua opera di debutto, la serie è sorprendentemente matura ed equilibrata. La storia racconta dell'incontro fra l'esuberante Taichi e il taciturno e solitario Kouhei. Come si scoprirà presto, Kouhei ha perso gran parte dell'udito diversi anni addietro, in seguito ad una febbre molto alta. I protagonisti sono molto carini (anche se qualcuno sembra pensarla diversamente?) ed è degna di nota la presenza di personaggi femminili non secondari. La situazione di Kouhei - sia psicologica che sociale - è trattata in modo realistico e sensibile. Paradossalmente ritengo che questa serie dia un ritratto molto più credibile della sordità rispetto al ben più famoso A silent voice, perciò consiglio questo manga non soltanto perché la storia romantica è ben fatta, ma anche perché le sue tematiche potrebbero ampliare i vostri orizzonti su una tematica poco (e spesso malamente) discussa.

Pubblicato da Flashbook c'è anche Umibe no Étranger. La trama di questo manga non mi ha convinta tantissimo, soprattutto perché i matrimoni combinati e gli orfani infelici sono stereotipi che col tempo hanno cominciato ad annoiarmi tantissimo. Nonostante questo, Umibe rientra nella lista grazie alle sue tavole meravigliose, che catapultano il lettore in un mondo dove la natura è protagonista. Kanna Kii, giovane autrice di quest'opera, disegna nerissimi cieli stellati e distese d'acqua luccicanti, giardini fioriti e piccole casette di legno fra il verde. Aprire un suo manga significa fare visita a piccoli paradisi terrestri immersi in una luce quasi tangibile. La storia perde un po' se confrontata con la bellezza delle tavole, ma risulta comunque caruccia. L'omosessualità dei protagonisti viene raccontata in un modo abbastanza credibile e realistico, altri particolari non sono altrettanto fortunati. Questo rimane però uno dei BL più d'atmosfera che ho letto - anche paragonandolo a Shimanami Tasogare, di cui parlerò in seguito - perciò lo consiglio comunque. Il suo seguito è Harukaze no Étranger.

Se oltre alle due opere precedenti aggiungiamo Neanche il tempo per sognare, Seven Days (all'epoca uno dei primi shounen ai famosi sul web), Given, Non mi farò coinvolgere, Twittering Birds Never Fly e Malinconiche Mattine,  la Flashbook si aggiudica la mia preferenza in quanto a scelte editoriali BL. Hidamari rimane il top, a mio parere, ma praticamente tutte le opere BL da loro pubblicate sono di buon gusto.


I lettori di yaoi sono di tutte le età, ma i manga yaoi spesso hanno protagonisti adolescenti. Ikumen After racconta la storia di due padri single e dà  quindi maggiore possibilità di immedesimarsi anche a quei lettori un po' avanti con gli anni. L'ottima caretterizzazione dei protagonisti e la sincera attenzione riservata alla tematica familiare fanno chiudere gli occhi su difettucci secondari, rendendo il manga complessivamente piacevole. Anche i bambini sono davvero adorabili (e questo prova la mia teoria che tutto è meglio in 2D).

Di manga BL che valga la pena leggere Yamada Yugi ne ha fatti diversi, come vedremo anche in seguito. Fra i miei preferiti però c'è sicuramente Ore wa Warukunai, manga che segue le vicende di un circolo cinematografico universitario. In soli due volumi l'autrice riesce a creare un intero piccolo universo, popolato di personaggi tutti particolari e guidato da regole proprie. Molte serie BL (fra cui, sfortunatamente, anche Doukyuusei e 19 Days) pretendono di inserire più coppie omosessuali all'interno della storia, mettendo così troppa carne al fuoco. Si finisce in quello che sembra un "mondo tutto gay", come avrà ben presente chi ha visto Junjou Romantica. Ore wa Warukunai, invece, riesce a parlare di più coppie senza per questo snaturare l'ambientazione, cosa che ho apprezzato molto. Divertente e scoppiettante, dal ritmo veloce e coinvolgente, questo manga cattura il lettore con la sua spensieratezza, stravaganza ed energia. Un'ottima scelta per chiunque voglia qualcosa di veramente sui generis.

Siamo arrivati alla fine anche di questa seconda parte! Sperando di avervi dato qualche buono spunto di lettura, vi saluto. Ci rivediamo nella terza parte, dedicata alle opere drammatiche. またね!

sabato 30 dicembre 2017

ANIME ~ Stagione autunnale 2017, prime impressioni

Le mie prime impressioni arrivano a stagione quasi conclusa perché, se devo essere sincera, nessuno di questi anime mi ispirava davvero. Col senno di poi posso dire che la mia sensazione non era  del tutto sbagliata, questa stagione è stata piuttosto mediocre. Un solo anime, a mio parere, salva l'intera stagione. Quale? Leggete per scoprirlo! 

Inuyashiki
11 episodi, sci-fi, seinen

   

Se passiamo oltre a vari particolari, come uso massiccio della computer grafica, opening orripilante e musiche di dubbio gusto, questo primo episodio non è stato malaccio. La scelta di focalizzarsi su un protagonista ultracinquantenne è interessante e nuova, perciò merita il mio rispetto. La storia è piuttosto stramba ma non ridicola, almeno per adesso. Devo dire che questo anime più degli altri è riuscito a trasmettermi delle emozioni. Toccante la scena in cui il protagonista chiama tutta la sua famiglia per cercare supporto dopo aver scoperto di avere il cancro, ma uno dopo l'altro gli riattaccano o non gli danno peso. Per il resto però non sono rimasta molto colpita. 

Prima impressione🌟🌟🌟💩💩

12 episodi, scolastico, romantico

   

Pur avendolo visto solo qualche ora fa, non ricordo molto di questo anime... a parte che si è soffermato dieci minuti su un tizio che cercava di fare una home run. E questa è stata l'unica cosa memorabile del primo episodio. La serie non sembra brutta, anzi, l'atmosfera di nostalgia e anticipazione tipica dell'ultimo semestre delle superiori è ben rappresentata. Di commedie scolastiche però ne abbiamo fin troppe, e questa purtroppo non sembra offrire niente di nuovo. 

Prima impressione🌟🌟💩💩💩

Juuni Taisen
12 episodi, azione, violenza


   


Questo primo episodio ha avuto come pregio quello di spingermi alla profonda riflessione. Perché sono tutti vestiti in modo così trash? Che kzz combattono a fare? Da dove li hanno presi i poteri? L'ambientazione è il Giappone odierno, ma la protagonista si allena uccidendo gente in grandi isolati vuoti. La Nintendo ha sviluppato la realtà virtuale o cosa? Inoltre, il tizio cornuto è triste perché ha le corna o per altri motivi? E perché il padre della protagonista ha una cresta da wrestler? Tutte domande a cui temo non avrò mai risposta. 

Prima impressione💩💩💩💩💩

Kuzu no honkai
12 episodi, drammatico, romantico, adulto

   

Avevo letto buone cose su questo anime. I suoi punti di forza, a quanto pareva, erano raccontare l'amore da un punto di vista più maturo e meno idealizzato, anzi addirittura amarognolo. Purtroppo questo primo episodio non mi ha lasciata molto soddisfatta. Per prima cosa credo siamo tutti d'accordo sul fatto che usare anche solo sporadicamente le vignette in un anime (vedi immagini sopra) è bruttino. Seconda cosa... tutto questo dramma non ce lo vedo. Siete dei figlioli delle superiori e i vostri professori si sono innamorati di persone della loro età? Okay è triste ma si va avanti. Pensate a studiare! Questo anime è un seinen, se voleva davvero raccontare l'amarezza dell'amore, le scelte sbagliate, gli "amici con benefici" e tutto il resto avrebbe dovuto scostarsi dal tanto amato setting scolastico e dedicarsi a coppie più adulte e mature.

Prima impressione🌟🌟💩💩💩

Net-juu no susume
10 episodi, romantico, commedia, videogiochi

   

Questa è stata una delle puntate che mi hanno più intrattenuta e divertita. La grafica fresca e graziosa, assieme all'ottima sigla iniziale, hanno reso piacevole la visione dell'episodio. La trama, pur non essendo niente di eccezionale o profondo, ha la sua originalità, così come la scelta di usare una protagonista trentenne (ormai siamo arrivati al punto che qualsiasi cosa non sia "setting scolastico con adolescenti" è originale). L'idea di giocare sulla differenza fra identità reale e online mi intriga. E' inutile dire che sono curiosissima di sapere chi sono gli altri giocatori della gilda e cosa accadrà quando si incontreranno dal vivo. Questa trama e l'eventuale relazione romantica con il co-protagonista maschile è però piuttosto scarna. Riuscirà questo anime a mantenere vivo l'interesse degli spettatori per dieci episodi? Lo scoprirò presto.

Prima impressione🌟🌟🌟💩💩

Houseki no Kuni
12 episodi, azione, fantastico, seinen

   

Inizialmente ero passata oltre questo anime, ma sapendo che ha avuto molto successo su /r/anime l'ho dovuto aggiungere alla lista. Che dire, non potrei esserne più contenta! Aspetto grazioso e originalissimo con un ottimo uso della computer grafica, trama curiosa e totalmente nuova, personaggi buoni e soprattutto protagonista ben caratterizzata. Ho apprezzato in particolar modo la sua doppiatrice, che ha una voce e una recitazione molto spontanee. L'atmosfera - che chi segue il mio blog saprà essere uno degli elementi a cui faccio più attenzione - è veramente ben costruita, anche grazie a un buon soundtrack e a bellissimi sfondi. Ottimi anche i combattimenti, che grazie ad una buona regia non solo sono facili da seguire ma sono anche interessanti da guardare. Sono totalmente soddisfatta di questo primo episodio e guarderò sicuramente gli altri. 

Prima impressione🌟🌟🌟🌟🌟  

Per concludere, un veloce follow-up sulla stagione precedente: Hitorijime My Hero è stato droppato perché andando avanti faceva pietà; Ballroom e Youkoso lo finirò in seguito perché era carino; riconfermata l'ottima impressione sia su Made in Abyss che su Mahou Tsukai no Yome

martedì 14 novembre 2017

Lucca Comics & Games 2017: acquisti e annunci + tè con Koogi

Anche se non scrivo mai di Lucca Comics è ormai dalla seconda media che ci vado ogni anno. Questa volta ho deciso di raccontare la mia esperienza ed i miei pensieri in merito agli annunci fatti. Se siete interessati unicamente alle domande del tè con Koogi, potete andare subito al paragrafo finale.

Nonostante quest'anno la fiera sia durata un giorno in più rispetto agli ultimi anni, i biglietti venduti sono stati circa 30.000 meno. Probabilmente la causa è da ricercarsi nel tempaccio e forse un po' anche nella situazione poco vivibile di alcuni giorni dell'anno scorso, che suppongo alcuni non abbiano voluto ripetere. Comunque l'edizione è stata complessivamente carina e non ho troppo da ridire. Per non annoiarvi ho fatto una breve lista dei punti forti e deboli di quest'anno (riferiti ai giorni 2 e 3 Novembre):

~GOOD & BAD~

  • Code per entrare nei padiglioni presenti, ma abbastanza scorrevoli. 
  • Abbondanza e varietà di padiglioni: accanto a quelli storici ne sono nati tanti altri più nuovi (Nintendo, Warner Bros, Netflix, Harry Potter, ecc). Buono per chi sa gli altri a memoria e per chi ha interessi più variegati.
  • Padiglione Games vivibilissimo e rilassante (due/tre anni fa non l'avrei mai ritenuto possibile).

  • Pessima gestione delle biglietterie fisiche, che erano poche e con poche casse aperte. Questo ha fatto sì che file ragionevoli venissero smaltite in tempi enormi. Suppongo la direzione volesse spingere la gente a comprare i biglietti online, cosa che non apprezzo molto. 
  • Mappe alle biglietterie finite quasi subito. L'anno scorso hanno avuto pure più visitatori, quindi non hanno proprio scuse. 
  • Corridoi della Japan Town invivibili. Come ogni anno, rimpiango il Japan Palace.

~ACQUISTI~

Detto questo, arriviamo alla parte interessante. Come mi sono rovina Che cosa ho comprato? Il mio primo acquisto è stato allo stand BeeGroup, sempre fornitissimo e con prezzi buoni. Come sono solita dire, una delle poche cose sicure a questo mondo oltre la morte è la completa inutilità delle figure, ma ciò non mi ha impedito di spendere 56€ in questa figma di Snow Miku: Twinkle Snow Version



Sono poi stata allo stand della Panini, dove ho recuperato diversi manga di Bleach che mi mancavano nella vana speranza di vincere l'autografo di Tite Kubo. Inutile dire che questa iniziativa è stata gestita in modo ridicolo ed imbarazzante, ma trattandosi della Planet Manga ciò non mi ha sorpreso. La strategia del "più compri più hai probabilità di vincere" è secondo me un tentativo spudorato di lucrare sulle speranze dei fan, e già qui... ma aggiungeteci pure che gli autografi in palio erano soltanto tre al giorno (!) e che Tite Kubo a poche ore prima dell'evento si è dato malato e non ha partecipato (!!!). Insomma, una vera e propria presa in giro, che ha confermato la mia già scarsa opinione della Planet e che purtroppo ha un po' rovinato la mia percezione di quello che è stato uno dei miei primi mangaka preferiti (ma davvero uno viene in Italia per fare in tutto 12 autografi? Stiamo messi male).

I volumi di Bleach e un autografo di Tite Kubo totalmente originale al 100%.
Il giorno successivo ho preso il primo volume di Killing Stalking per farlo autografare ed il massiccio Tomie, entrambi editi da JPop. Koogi è stata carinissima ed ha autografato ben oltre gli 80 volumi garantiti, anche se dopo i primi ha smesso di fare i chibi.


E questi sono stati gli ultimi acquisti: due portachiavi e un vestito pastel rockabilly di Hell Bunny.



~ANNUNCI~
Gli annunci non sono stati tantissimi, ma alcuni mi hanno comunque resa molto felice o piacevolmente sorpresa. Ecco quello che penso sui titoli - secondo me - più interessanti: 

Devil's line (Planet Manga, 10 vol. in corso, soprannaturale)
Solitamente le opere sui vampiri mi attirano, ma ormai ce ne sono così tante che è difficile dire qualcosa di nuovo. Non mi aspetto molto ma una lettura veloce gliela darò, non si sa mai.

Anna dai capelli rossi (Planet Manga, 5 vol. conclusa, formazione)
Georgie, della stessa autrice, non mi ha troppo soddisfatta. Però la storia di Anne non mi dispiace e mi fa comunque piacere che portino la serie completa con gli speciali.


Dance in the vampire bund (JPop, 7 vol. bunko conclusa, soprannaturale)
Ehm, vi ricordate cosa ho detto due secondi fai sui vampiri, vero? Questa serie è molto famosa e gode di buone recensioni, mi fa piacere che la JPop abbia deciso di ripubblicarla per intera sopperendo all'interruzione operata dalla Ronin Manga. Ci farò un pensierino.

Blood Bank (Jpop, conclusa, soprannaturale yaoi/BL)
Insomma i vampiri vanno per la maggiore, eh? Sinceramente sono rimasta molto sorpresa dall'acquisto così veloce di un altro web manhwa. Mi aspettavo che prima o poi ne avrebbero pubblicati altri, ma non credevo così presto. Sono contenta abbiano scelto una serie conclusa. Non è fra le mie preferite, ma è sicuramente molto migliore della maggior parte degli yaoi giapponesi pubblicati su rivista. Anche se non sono ancora arrivata alla fine, la consiglierei agli amanti del BL.

Yatamomo (Jpop, 3 vol. conclusa, yaoi/BL)
Normalmente non mi interesserebbe, ma durante il tè Koogi ha detto che Harada è una delle mangaka BL che preferisce, quindi ormai sono curiosa. Non ho mai letto niente di suo.

La pomme prisonnière (Jpop, 1 vol. conclusa, adult)
Non ho idea di cosa sia, mea culpa, ma mi ispira molto. Poi è solo un volume, si può fare.

Shimanami tasogare (Jpop, 3 vol. in corso, LGBT)
Ho già letto tutti i capitoli usciti fin'ora, e nonostante quest'opera non mi stia appassionando tantissimo è comunque notevole, sia per il realismo ed il tatto con cui esplora le tematiche LGBT, sia per le meravigliose tavole dell'autrice di Nabari no Ou. Sono contenta che un'opera di questo genere venga pubblicata in Italia.

Made in Abyss (Jpop, 6 vol. in corso, fantastico)
Avendo visto l'anime, sono certa che questo manga merita di essere letto. Una storia appassionante, originale e soprattutto adulta e quindi fruibile anche da chi è un po' stufo dei "soliti shounen". Insomma un assoluto must have per gli amanti dei manga fantastici.

The Promised Neverland (Jpop, 6 vol. in corso, fantascienza)
Uno dei nuovi manga di punta di Shounen Jump, considerato da molti originale, soprattutto per la rivista su cui è pubblicato. Non mi aspetto molto, anche se sono incuriosita.

Tsubasa: WoRLD CHRoNiCLE - Nirai-Kanai (Star Comics, 3 vol. concluso, fantastico)
Bastaaaa

Uzumaki, Fragment of Horror, Gyo (Star Comics, serie brevi, horror)
Finalmente in Italia Uzumaki, una delle opere cardine del genere horror giapponese. Sono contentissima anche per la pubblicazione degli altri manga di Junji Ito. Sembra che Tomie, edito da JPop ed in anteprima proprio a Lucca, abbia fatto da apripista per le opere di questo autore (che saranno sicuramente tutte mie <3). Non vedo l'ora! Nota: secondo un canale telegram anche Shibito no Koiwazurai di Junji Ito verrà pubblicato in Italia per Hikari edizioni. Non sono riuscita ancora a confermare la cosa però.

Akatsuki no Yona (Star Comics, 24 vol. in corso, fantastico)
So che questa serie shoujo è molto amata e amici di cui mi fido me ne hanno parlato bene. La lunghezza vota a suo sfavore, almeno nel mio caso, perché l'idea di impegnarmi con altre serie lunghe mi inquieta un po'. Ma la terrò sicuramente presente.

Tutto sommato (considerando perciò anche gli annunci che personalmente non mi interessavano e di cui non ho parlato), i migliori annunci sono stati quelli di JPop, seguiti poi dalla Star Comics. Deludenti invece gli annunci Planet Manga, che per questo Lucca poteva davvero impegnarsi di più.

~TÈ CON KOOGI~

Foto di Koogi pubblicata sulla pagina JPop
Ebbene sì, quest'anno ho - del tutto inaspettatamente, aggiungerei - vinto il piccolo contest online di JPop, aggiudicandomi di partecipare assieme ad altre nove persone ad un incontro privato con l'autrice di Killing Stalking. Devo dire che quest'esperienza è stata veramente carinissima ed interessante. Koogi si è rivelata una ragazza giovanissima, molto timida e riservata, educata e assai carina. Durante il tè le abbiamo fatto molto domande, e lei ne ha fatte alcune a noi (per esempio, ci ha chiesto chi preferivamo fra Bum e Sangwoo e perché). Di seguito scriverò qui quelle che mi ricordo:

-  Dato che l'aspetto horror di KS è realizzato magistralmente in tutte le sue sfaccettature, c'è qualche opera horror in particolare che ti ha ispirata o almeno influenzata? Questa era la mia domanda, a cui Koogi ha risposto con un semplice no - non è un'amante degli horror, anche se le piacciono elementi horror in storie che non necessariamente lo sono.

- Parlando invece dell'aspetto omosessuale della storia, quali sono le tue opere a tematica omosessuale o Boys' Love preferite? Koogi è rimasta un po' imbarazzata da questa domanda, ha riso un poco e ha detto semplicemente "Harada".

- Chi hai creato prima fra i personaggi e chi preferisci? All'inizio il suo preferito era il poliziotto, anche se ultimamente le sta piacendo di più Sangwoo, che è stato anche il primo ad essere creato.

- Vengono fatti riferimenti a disturbi di personalità ed è evidente che l'opera si concentra su personaggi mentalmente disturbati. Hai fatto degli studi o approfondimenti in merito? Soltanto dopo aver già ideato la storia ed i personaggi Koogi è andata a cercare da quali patologie potessero essere afflitti. Potremmo dire che prima li ha creati e poi li ha analizzati.

- Come hai ideato i nomi dei personaggi? Sangwoo è stato preso in prestito da un conoscente dell'artista, e quando le abbiamo chiesto se questa fosse una cosa buona o cattiva, Koogi ha riso e ha detto che era una cosa buona. Gli altri non ricordo, perdonatemi ):

- Sapevi che "bum" significa sedere in inglese? Koogi non lo sapeva, e mi è sembrato ci sia rimasta un po' male (oltre al fatto di essersi imbarazzata moltissimo, povera!).

- Hai già un'idea riguardo il finale e sai per quanto ancora la storia proseguirà? Koogi ha ideato tutta la storia, dall'inizio alla fine, quando è entrata all'università. Per questo sa già come si svilupperà e finirà, anche se non ci ha voluto dire quanto manca.

- Hai mai apportato dei cambiamenti alla storia in corso d'opera? Come precedentemente accennato, le parti più importanti della storia sono già state decise. Nonostante questo, soprattutto da quando è diventata molto famosa, il suo editor alla Lezhin discute sempre in anticipo con lei di cosa tratterà ogni nuovo capitolo. A volte sono stati fatti dei cambiamenti, ma sempre marginali, e la sua libertaà d'espressione non è mai stata intaccata.

- Se potessi fare un crossover con i personaggi di un'altra opera, quale sceglieresti? Koogi ha rimandato la risposta dicendo che voleva pensarci bene, ma alla fine ha detto che era troppo emozionata e che non riusciva a pensare.

- Sei a conoscenza delle teorie dei fan sui particolari ancora misteriosi della storia e, se sì, ne trai spunto per i nuovi capitoli? Koogi ha detto che ha recentamente scoperto, soprattutto usando tumblr, che i fan oltre-oceano amano tantissimo inventarsi teorie, a differenza dei fan coreani. Mentre alcune sono sensate, altre sono davvero lontanissime dalla verità e la divertono. Si sente comunque molto grata ai fan per il tempo e l'attenzione riservata alla sua opera.

- Che cosa ti piace di più dell'Italia? Non vi sorprenderà, ma Koogi ha risposto il cibo! Ha detto anche che per lei vedere luoghi e anche persone così diverse è tutto molto "interessante".

- Cosa c'è sulla parete della camera di Sangwoo? Questo particolare viene omesso da tutte le inquadrature, eppure tutti i personaggi guardano nella sua direzione... Niente ragazzi, Koogi non ha voluto rispondere, e ci ha detto che anche soltanto dicendoci che non può parlarne sta facendo spoiler!

Dopo aver chiacchierato ancora, sorseggiando del tè e mangiando dolcetti fin troppo gentilmente offerti dalla JPop, Koogi è stata così carina da darci in regalo delle cartoline edite da Lezhin. Successivamente, ce le ha anche autografate.

Voi quale cartolina avreste scelto per l'autografo?
Tutte volevamo chiederle di fare una foto, solo una, tutti assieme. JPop aveva più volte ripetuto che Koogi non vuole foto (e difatti anche durante gli autografi con i fan indossava una mascherina). Quando glielo abbiamo chiesto, però, ha detto di sì! Ci siamo scattati tremila selfie con lei, per poi scoprire che il telefono era il suo e che tutte le foto se le è tenute lei </3 Nonostante questo, la serata è stata davvero ottima e questa sarà senza dubbio un'esperienza che ricorderò con piacere.