giovedì 1 giugno 2017

MANGA ~ Venus ni seppun

Ho ricevuto un segnale divino. Mentre stavo cazzeggiando online ho per sbaglio (GIURO!) aperto la scheda di uno yaoi che si è rivelato vistosamente orribile e trash già dalla copertina. Ovviamente l'ho letto. Sono convinta che dio mi abbia gettata su tale bruttura per farmi riprendere la mia rubrica "yaoi orripilanti", in sospeso da ben quattro anni. Quindi... si torna in scena!

Sadahiro Miha (SI' QUELLA DI TORSO) × 1 volume × BL



mercoledì 26 aprile 2017

Guida allo yaoi per buongustai ~ parte I

Forse ne hai sentito parlare - probabilmente male - o hai letto qualcosa in merito. Mi riferisco a lui, lo yaoi. Ma, dato che a quasi nessuno piace ammettere di conoscere il significato di questo termine, farò una poco necessaria quanto obbligata introduzione.

Con il termine yaoi ci si riferisce a un genere manga la cui principale caratteristica è di focalizzarsi su relazioni omosessuali maschili. Per la precisione i manga yaoi presentano scene di sesso e sono romantici, mentre gli shounen ai sono più casti e non sempre di genere romantico. Dato che a me sembra sciocco dividere i manga a seconda che i protagonisti facciano o meno sesso - saranno affari loro? - parlerò di yaoi intendendo il termine in senso generale, come sinonimo quindi del meno conosciuto boys' love.

Esempio di anatomia andata male
Lo yaoi è tristemente famoso per una pletora di ragioni. Secondo alcuni la causa di tanto odio fu quella prima fanfiction sulla storia d'amore fra Goku e Obama, altri attribuiscono il problema ai disegni non sempre proporzionati, e non possiamo dimenticarci di quella serie in cui l'anima del protagonista possiede il pene del suo amato. Di motivi per odiare lo yaoi ce ne sono tanti, ma il più rilevante penso sia che gli yaoi sono spesso degli hentai con una trama. Una trama brutta. Non disperate, però! Che siate nuovi lettori incuriositi dal genere o esperti del settore, mi propongo di guidarvi alla scoperta di opere boys' love degne, perciò benvenuti in questa


Quando si parla di yaoi è impossibile non partire dal 24 Gumi, un gruppo di autrici che negli anni '70 contribuì notevolmente alla ridefinizione dei manga per ragazze. Queste artiste portarono lo shoujo all'attenzione del grande pubblico realizzando opere come Le rose di Versailles, che per la prima volta vennero considerate degne di essere conservate, anziché buttate dopo la lettura come avveniva soventemente. Ed è sempre al 24 Gumi che si deve la nascita dello yaoi. Questo genere infatti non era mai stato pubblicato prima di loro, anche se circolava in forma più comica e grossolana nell'ambiente delle doujinshi. Le prime opere boys' love del 24 Gumi si distinguono da quelle odierne sotto vari aspetti e  a volte per questo vengono chiamate con un termine specifico, tanbi:

- Protagonisti adolescenti dalle fattezze femminee ed eteree
- Genere del bildungsroman (romanzo di formazione)
- Scelta di località europee per l'ambientazione, e collocazione della storia nel passato ('800 e '900)
- Atmosfera drammatica
- Assenza di qualsiasi tipo di volgarità, poche scene esplicite

Quasi tutti i boys' love di questo periodo rappresentano opere di grande valore artistico, come testimoniato dai tanti premi e riconoscimenti vinti dalle autrici. Esse sono capaci di soddisfare un lettore maturo e che non disdegna i fumetti "vintage". 

Parlando dello yaoi, Keiko Takemiya è una menzione necessaria. E' stata lei infatti la prima autrice ad aver rappresentato in via ufficiale un bacio fra due ragazzi (In the sunroom, 1970). La sua opera più famosa è però la lunga serie de Il poema del vento e degli alberi, un manga di formazione ambientato nella Provenza di fine '800 che ruota attorno alla storia di due giovani ragazzi, il mezzo zingaro Serge e il conturbante Gilbert. Poetico nello stile e affascinante nell'ambientazione, questo manga di genere drammatico accompagna il lettore attraverso la crescita e l'innamoramento dei due protagonisti. A causa degli argomenti delicati e di alcune scene sensuali che la Takemiya si rifiutò di censurare le fu rifiutata la pubblicazione per ben nove anni. Tuttavia quando la serie fu pubblicata arrivò addirittura a vincere il prestigioso Shogakukan Manga Award. Dal fumetto è stato tratto un film di animazione reperibile anche in italiano, che pur accennando soltanto alla vasta storia del manga dà una buona idea di quella che è l'opera e vi spoilera crudelmente il finale. Per quanto riguarda il manga stesso, più di metà è disponibile online in inglese, e con la benedizione di Gesù magari prima di morire riusciremo a leggere la fine tradotta o impareremo il giapponese. Nonostante la frustrazione di leggere due capitoli all'anno mi sento di consigliare quella che è una delle mie opere preferite e sicuramente una delle più interessanti, conturbanti e uniche nel panorama del boys' love. 

Se avete visto questo meme a giro, beh è preso da Terra E.
Barattando un po' di yaoi per la reperibilità abbiamo Terra E..., della stessa autrice. In questo caso si tratta di un'ottima storia di fantascienza in cui le sfumature omosessuali sono molto più labili (ma sempre presenti per un occhio attento). L'opera originale consta di tre volumi, da cui è stato tratto un film nel 1980 e una serie anime, molto più "moderna", nel 2007. Indovinate? Anche questa opera ha vinto il Shogakukan Manga Award, assieme al Premio Seiun, dedicato alle migliori opere di fantascienza. 

Moto Hagio è il secondo nome da non scordare quando si parla di 24 Gumi e yaoi. Questa autrice visse per un periodo di tempo assieme alla Takemiya, e fu proprio da quest'ultima presentata al proprio editor, il quale decise di pubblicare tutte le sue opere che la casa editrice Kodansha aveva rifiutato. Fra le più famose ricordiamo Thomas no Shinzou, rielaborazione di una precedente storia breve. Anche questo fumetto è ambientato in un collegio europeo, per la precisione ci troviamo nella Germania di fine '900. Psicologica, drammatica e raffinata quest'opera può essere un'ottima scelta per chi è ancora nuovo a questo genere. Chi volesse approfondire la storia di Thomas può leggere un breve prequel nell'opera Houmonsha.

La creatività di Moto Hagio è però più evidente in altri manga, primo fra tutti Marginal. Quest'opera fantascientifica consta di cinque volumi e fu pubblicata nel 1985. Il suo punto di forza principale è probabilmente l'ambientazione, resa in modo lodevole dalla grafica realistica ed intrigante. Dai costumi curati nel dettaglio ai fantasiosi interni, Marginal catapulta il lettore in mezzo al caldo deserto di una Terra stremata e contaminata da batteri velenosissimi. Qua una società in fin di vita dove le donne sono scomparse si affida a una distorta fede matriarcale. Il modo in cui viene trattata l'omosessualità è originale, ma soprattutto coerente con la società ed il mondo sviluppato. Numerosi sono i personaggi e altrettanti gli enigmi e le idee esplorate in questa storia. A dire la verità non tutto fila alla perfezione ed alcune teorie sono un po' stiracchiate, ma nel complesso Marginal è un'opera valida e particolare. 

Forse più conosciuta in ambito yaoi è l'opera A cruel god reigns, che consiglio vivamente, ma soltanto ai più imperturbabili. Questo manga infatti tratta in modo sorprendentemente profondo, serio e toccante la storia di un ragazzo che viene per anni abusato dal patrigno. La Hagio si documentò a lungo prima di pubblicare questo manga, e il risultato è un'opera cruda e realistica che mette duramente alla prova il lettore in ogni sua pagina. Questa opera poté infatti concedersi di essere più esplicita delle precedenti anche perché pubblicata nei primi anni '90, quando ormai le relazioni omosessuali venivano rappresentate senza problemi all'interno dei manga. Se siete amanti delle storie dark, psicologiche e tormentate questo è lo yaoi per voi. A conferma dell'ottimo lavoro svolto da Hagio-sensei, questo manga ricevette il primo premio culturale all'eccellenza Osamu Tezuka. 

Un altro titolo degno di menzione è Edgar e Allan Poe, che pur non essendo esplicitamente BL ha molte delle caratteristiche del genere tanbi e merita la nostra attenzione perché reperibile in italiano. 

Adesso potreste chiedermi: ma il 24 Gumi ha quindi fatto solo opere estremamente serie e tormentate? E se io volessi qualcosa di più leggero e divertente? La mia risposta sarebbe: andate a leggere From Eroica with love. Nel caso dovessero piacervi le storie pesanti e deprimenti, la mia risposta sarebbe comunque: andate a leggere From Eroica with love. E se non vi piace lo yaoi - complimenti per essere arrivati fin qui! probabilmente siete il mio ragazzo o qualche mio povero amico - vi consiglio comunque di leggere From Eroica with love. Questo manga semplicemente geniale narra le avventure del ladro Dorian Red Gloria, conte di Gloria, e del maggiore della NATO Klaus. Ogni volume, comprensibile anche come stand-alone, ci propone una nuova assurda avventura del maggiore Klaus, che volente o nolente incrocerà il proprio cammino con quello del ladro Dorian, a volte per arrestarlo, altre per collaborare con lui. I complicati ed intelligenti ingegni utilizzati dai protagonisti per tirarsi fuori dai guai, l'eccellente comicità e la simpatia dei bizzarri personaggi rendono quest'opera gradevole ed accattivante. Yasuko Aoike è la mente dietro questa serie, che è stata pubblicata per ben 36 anni e consta di 39 volumi (purtroppo soltanto 20 circa sono disponibili in inglese). Nonostante questo manga sia stato pubblicato nel 1976, in pieno periodo tanbi, si discosta molto dal genere caratterizzandosi come unico ed originale. La sottile vena slash presente in tutta l'opera contribuisce alla costruzione di un'atmosfera comica, piuttosto che romantica, motivo per cui questo manga può essere apprezzato anche da chi non gradisce lo yaoi. 

Un atro manga di questa autrice a tematica comica omosessuale che spero di vedere prima o poi tradotto è I figli di Eve, in sette volumi. 

Ultima autrice del 24 Gumi su cui mi soffermerò, seppur brevemente, è Toshie Kihara. Purtroppo di questa autrice non è possibile trovare molto tradotto, anche se la sua serie Mari e Shingo non può non essere menzionata. Pubblicata nel 1977 rappresenta una variante del genere tanbi, perché pur aderendo alla maggior parte dei suoi tòpoi è ambientata in Giappone, nell'era Showa. Di genere slice of life, la trama ruota attorno alle vite dei due protagonist, Mari e Shingo. Anche per la sua ambientazione credo sarebbe una lettura interessante, per cui spero che prima o poi divenga disponibile in una lingua europea. 

Anche Toshie Kihara ha vinto lo Sogakukan Manga Award, con l'opera Yume no Ishibumi. Questa serie consta venti volumi e raccoglie storie di lunghezza variabile, alcune delle quali boys' love. 

In questa parte della guida abbiamo elencato le autrici precursori dello yaoi odierno. Abbiamo quindi dato un'occhiata alle loro opere più importanti, corpose o di valore. Nella prossima parte della guida vedremo come lo yaoi diverrà un genere sempre più redditizio e cercheremo di destreggiarci fra le tantissime pubblicazioni che videro la luce a fine anni '80/inizio anni '90. Restate sintonizzati!


giovedì 23 giugno 2016

ANIME ~ Mayoiga


12 episodi x "thriller" x "psicologico"

venerdì 8 gennaio 2016

ANIME ~ Angel Beats!

Oggi mi dedicherò ad uno fra gli anime più popolari degli ultimi anni, Angel Beats!. Accolta positivamente dal pubblico nipponico così come da quello straniero, questa serie ha ricevuto un ampio seguito durante la sua trasmissione e continua tutt'oggi ad essere alta nelle classifiche delle serie più famose. Vediamo quindi di cosa si tratta (:

13 episodi x Scolastico x Fantastico x Drammatico x Comico

Esprimere un parere su Angel Beats! non è facile, perché questo anime ha chiaramente punti di forza molto buoni, ma allo stesso tempo scade spesso in banalità e difettucci fin troppo comuni. 

Partiamo dalla trama: Otonashi, un adolescente giapponese, si trova catapultato in una scuola a lui sconosciuta. Poco dopo il suo arrivo scopre che quello in cui si trova è in realtà una sorta di purgatorio e che lui, quindi, è decisamente morto. Là adolescenti come lui, uniti sotto il comando della leader Yuri, combattono contro una ragazza-angelo per non arrendersi alla definitiva "cancellazione", ossia il destino che aspetta chi vive una normale vita scolastica. 

La trama risulta piuttosto accattivante, ma non particolarmente originale. Di serie che parlano dell'aldilà ce ne sono tante, e molte di esse lo fanno con più creatività o semplicemente meglio di Angel Beats!. La scelta più infelice è però quella di ambientare il tutto in una scuola. Chi segue anime e manga già da un po', infatti, non potrà fare a meno di chiedersi "Ci troviamo quindi di fronte all'ennesimo anime scolastico?". La risposta è sì. Fortunatamente però questa scelta commerciale non grava eccessivamente sull'opera, soprattutto perché Angel Beats! non pretende di essere un anime eccessivamente serio. Al contrario, una delle qualità migliori di questa serie è la sua comicità, una comicità ben riuscita e poliedrica, che si esprime non soltanto attraverso sketch ma che sfrutta sapientemente tutti i vantaggi dell'animazione. Accanto alle molte battute, infatti, una regia creativa e un buon soundtrack concorrono a rendere le scenette comiche veramente divertenti e originali. Da questo punto di vista la scelta della scuola come background esclusivo risulta coerente. Sotto altri punti di vista, però, l'ambientazione avrebbe potuto essere sostituita facilmente con qualcosa di meglio. Nel secondo episodio, per esempio, la scoperta di un'immensa fabbrica di armi nei sotterranei della scuola dimostra che una rivisitazione originale dell'ambiente scolastico non solo sarebbe stata possibile, ma sarebbe anche risultata più in linea con la trama. In via alternativa l'intera scuola avrebbe potuto avere le caratteristiche di una realtà virtuale, giacché alcune le possiede già - la presenza di personaggi non giocanti (NPC), il fatto che agire su sofware virtuali determini una modifica anche nella realtà, ecc. Insomma di scelte alternative ce n'erano tante, ma Angel Beats! ha preferito ignorarle per adagiarsi su una soluzione più semplice e meno rischiosa, azzardando qualche elemento originale qua e là ma senza portarlo avanti fino in fondo.  

Chi legge le mie recensioni sa quanta importanza riservo all'ambientazione, ma purtroppo Angel Beats! risulta carente anche su elementi più comunemente considerati fondamentali. Uno di questi, ad esempio, è la gestione dei personaggi. I personaggi in senso stretto, infatti, sono piuttosto ben fatti: quelli principali sono ben caratterizzati (anche se fin troppo somiglianti al cast di Suzumiya Haruhi no Yuutsu), quelli secondari hanno quei pochi tratti caratteristici sufficienti a renderli unici e allo stesso tempo divertenti. La gestione dei personaggi, però, è un'altra cosa, e in questo caso è tutta sbagliata. Personaggi secondari apparentemente scelti a caso ricevono approfondimenti così ben fatti da superare addirittura quelli dei protagonisti. Così sappiamo (l'ex) vita, morte e miracoli di un personaggio secondario che vedremo una volta sola, mentre di uno principale non verrà svelato mai niente nonostante lo spettatore sia portato ad aspettarsi il contrario. Se si riesce a chiudere un occhio su questa scelta incoerente, però, sarà possibile apprezzare i flashback sulle ex-vite dei personaggi, veramente commoventi e ben narrati. O meglio, lo sono quando non scadono nell'angst e nell'eccessiva tragedia. Questo accade ad un personaggio protagonista, ed è l'esempio più evidente di cattiva transizione dell'atmosfera. Purtroppo questa serie è solo una delle tante a non aver afferrato bene il metodo giusto per operare un cambiamento di atmosfera, perciò se guardate anime abitualmente non vi sorprenderà troppo il brusco passaggio da scene estremamente comiche a scene strappalacrime. Nonostante questo sia un difetto comune, però, non me la sento di sminuirlo, perché la serietà dell'opera ne risulta gravemente compromessa. 


Indeciso è l'aggettivo giusto per un anime come Angel Beats!: indeciso sulla propria ambientazione, indeciso sull'atmosfera generale, e indeciso anche per quanto riguarda la grafica e l'animazione. Lo studio che se ne è occupato, la P.A. Works, ha fatto un lavoro buono per la maggior parte della serie. Ci sono poi delle scene a cui è stata riservata molta più cura e attenzione (e budget, aggiungerei) delle altre. Scene che si distinguono per i molti dettagli, l'aumento della fluidità e il taglio più originale delle inquadrature. Purtroppo, queste scene sono totalmente irrilevanti considerata la trama dell'anime. Trattasi infatti di scene musicali riguardanti le Girls Dead Monster, la band della scuola. Il grande contrasto visivo che c'è fra queste scene e il resto dell'anime fa sì che le prime risaltino naturalmente, ma allo stesso tempo esse non hanno alcuna importanza. Se una tale cura fosse stata riservata a scene salienti (come accade in anime quali Sakamichi no Apollon e Zankyou no Terror), l'impatto emotivo conseguente sarebbe stato molto maggiore. Paradossalmente invece Angel Beats! sposta l'attenzione dello spettatore dalle scene più importanti a scene secondarie, che risultano quindi inutili virtuosismi grafici. 


Nonostante i suoi numerosi difetti, Angel Beats! è un anime piacevole e divertente, che non manca di elementi originali. La narrazione, assieme all'ottimo soundtrack, è forse uno degli aspetti meglio realizzati di questo anime. Oltre le avventure talvolta episodiche, abbiamo infatti un inizio, uno svolgimento e una fine ben definiti. Ogni momento della storia prende la parte che gli spetta e i personaggi seguono il corso degli eventi maturando e cambiando di conseguenza. La fine - per quanto forse un po' tirata per le lunghe - risulta soddisfacente, aspetto non scontato e che mi ha piacevolmente sorpresa. Perciò ritengo che Angel Beats!, pur non essendo un capolavoro, possa costituire un'ottima distrazione. Lo consiglio soprattutto agli amanti degli anime comici e scolastici, oppure come pausa fra lo studio. 

Buona visione e alla prossima recensione! 

martedì 7 luglio 2015

VISUAL NOVEL ~ DRAMAtical Murder

Ho giocato ad altre visual novel, ma questa è la prima che ho completato e di cui faccio una recensione, perciò siate clementi ★ Farò accenni molto vaghi ad alcuni particolari della storia, ma la recensione è da considerarsi spoiler-free. 



DRAMAtical Murder - d'ora in poi DMMd - è una delle visual novel BL più famose della Nitro+Chiral. Realizzata per PC, ha una durata media (10-30 ore di gioco) e può essere reperita in inglese grazie all'ottima patch realizzata da aarinfantasy. Pur avendo qualche difettuccio qua e là, questa novel mi ha appassionata molto ed il mio giudizio finale è positivo.

La trama di DMMd non è eccessivamente originale, ma mostra comunque cura nei dettagli e nella narrazione. Ci troviamo sull'isola giapponese di Midorijima, caratterizzata da una peculiare divisione: da una parte abbiamo la storica Kyuu-juumin-ku, riservata ai nativi e alla popolazione povera; dall'altra si trova invece il maestoso quanto enorme villaggio turistico di Platinum Jail, destinato soltanto ai più ricchi personaggi del mondo e mal visto dai residenti originari. 

Kyuu-juumin-ku è caratterizzata da tante bande, rivali e non, il cui scopo principale è esprimere la propria virilità e ne hanno bisogno, visto come si vestono facendo a scazzottate nei vicoli, pratica nota a tutti con il termine di Rib. 

Negli ultimi anni però match di tipo diverso hanno gradualmente preso il sopravvento: incontri virtuali che mettono alla prova più il cervello che il fisico. Questa realtà virtuale è conosciuta come Rhyme. 

La storia ruota attorno ad Aoba Seragaki, un comune 23enne residente a Kyuu-juumin-ku e modesto lavoratore all'Heibon ("Mediocrità") Shop. Il nostro protagonista non ne vuole proprio sapere di Rib o Rhyme, ma quando strane sparizioni cominciano ad avvenire in città, si troverà suo malgrado coinvolto... 

Aoba è il protagonista e il narratore della storia. Altruista fino al punto giusto, legato alla sua famiglia e leale con gli amici, Aoba è un personaggio ben caratterizzato e realistico. Se ho trovato DMMd così ben riuscito, il merito va anche a lui: finalmente abbiamo un protagonista che dimostra la sua età e che pur essendo uke non sembra una ragazzina. Inoltre Aoba è una persona comune, e la sua caratterizzazione è buona anche perché non vuole sorprenderci con chissà quali particolari stramberie. Il suo doppiatore mi è piaciuto davvero tanto, ho trovato la sua voce particolare e ben azzeccata per il personaggio.

Anche gli altri personaggi, chi più chi meno, hanno tutti una buona caratterizzazione. Per ulteriori informazioni sui personaggi principali e sulla loro caratterizzazione ho inserito una sezione finale.

Trama coinvolgente e personaggi ben caratterizzati non sono gli unici pregi: quello che secondo me costituisce il vero punto forte della visual novel è l'ambientazione. O forse dovrei dire le ambientazioni, dato che DMMd riesce a riunire tanti scenari diversi sotto il filo conduttore della modernità e della tecnologia. Partendo da un'ambientazione underground pop, la novel ci conduce attraverso paesaggi futuristici e cyberpunk, senza dimenticare il tanto amato Giappone tradizionale. Gli sfondi del gioco rendono il background della novel ancora più emozionante, grazie alla loro grafica impeccabile e curata.  

Una nota di merito, infatti, va alla grafica. Gli sfondi sono senza dubbio la punta di diamante: originali, dettagliati e ben fatti, aiutano il lettore ad immergersi completamente nella storia. Anche i CG dei personaggi sono fatti bene, seppur di qualità inferiore. Ogni tanto infatti salta fuori qualche anatomia impossibile un po' fastidiosa. Purtroppo dalla mia modesta esperienza con le visual novel questa sembra essere una costante. Tutto sommato, quindi, DMMd se la cava anche fin troppo bene, soprattutto considerando che gli sprite dei personaggi (come quello di Aoba in questa recensione) sono tutti realizzati molto bene.

Anche la colonna sonora contribuisce a creare un'atmosfera particolare, grazie alle sue tracce accattivanti ispirate alla musica dei giochi arcade. Non male neanche le canzoni finali. 

 

Dal punto di vista tecnico la visual novel è eccellente. Entrambi gli skip (veloce e molto veloce) funzionano senza intoppi e fanno risparmiare un sacco di tempo. Le slot per i salvataggi sono sufficienti. L'interfaccia grafica è ottima: fluida, chiara e funzionale, oltre che estremamente accattivante dal punto di vista estetico. Ho particolarmente apprezzato l'idea di non interrompere bruscamente la voce del personaggio quando si visualizza il messaggio successivo, ma farla continuare qualora non vi sia un altro dialogo (feature non sempre presente nelle altre visual novel a cui ho giocato). 

E adesso che abbiamo visto la novel in generale, passiamo alle route!


Route 

Clear 
Route: bad, good


Nonostante tutti i personaggi di DMMd vengano approfonditi psicologicamente nelle rispettive route, Clear è forse quello che subisce il cambiamento più evidente. La sua presentazione all'inizio della novel, infatti, risulta essere decisamente fuorviante. Egli viene introdotto come una sorta di allegro giullare e principale responsabile delle scenette comiche della visual novel, ma si rivela in seguito essere un personaggio estremamente malinconico e profondo. La sua caratterizzazione psicologica è decisamente buona e in grado di appassionare il lettore grazie alla sua dolcezza e sincerità. Ho apprezzato molto entrambi gli ending di questa route. Quello bad è particolarmente creepy ma comunque sensato, mentre quello good è molto dolce e poetico. Entrambi hanno dialoghi filosofici interessanti - ma non eccessivamente pesi! - ed entrambi contribuiscono alla trama principale della novel.

Quella di Clear è stata la prima route che ho giocato e la mia preferita. Clear è inoltre il personaggio che mi è piaciuto di più - anche se ammetto che è per gusti personali, dato che ci sono altri personaggi realizzati ugualmente bene. Oltre ad essere bella, la route di Clear è secondo me l'unica davvero fondamentale per comprendere alcuni particolari della storia, quindi consiglio vivamente di giocarla. 

Noiz
Route: bad 1, bad 2, game over, good

Probabilmente il più amato dal pubblico, Noiz è un personaggio di poche parole (ma scelte bene!). Intelligente ma difficile da gestire, scostante e piuttosto violento, Noiz sembra il tipico seme. Tuttavia anche lui saprà discostarsi presto da questo stereotipo, per ricevere una caratterizzazione più approfondita e realistica. Il good ending è romantico e fiabesco, un classico "e vissero per sempre felici e contenti" che mi è piaciuto molto. Non male neppure i bad ending, di cui quello che viene generalmente considerato il primo (i Pokémon, per intenderci, LOL) è molto originale. Per quanto riguarda il "game over", mi riferisco ad un punto oltre il quale il gioco semplicemente si interrompe. Consiglio: salvate almeno dopo la scelta "Think of Noiz", così da non dover rifare tutto in caso incappaste nel game over. 

Interessanti le scene glitch presenti in questa route. All'inizio ero convinta che mi stesse crashando il gioco ma vabbé. 

La route di Noiz non contribuisce in modo determinante alla trama principale del gioco, anzi, risulta piuttosto superficiale da questo punto di vista. Per questo consiglio di non giocarla per prima. 

Mink
Route: bad, good

Arriviamo adesso al personaggio più controverso di tutta la novel: Mink. Ex carcerato dall'aspetto intimidatorio, è un leader severo e senza pietà, abituato ad utilizzare la violenza per raggiungere i propri scopi. Per la maggior parte della novel, il lettore si chiede cosa diavolo ci stia a fare dietro ad Aoba. Mentre Clear, Noiz e Koujaku hanno una motivazione più o meno evidente, infatti, Mink sembra costantemente fuori posto. Questo non cambia neppure in seguito: Mink è l'unico personaggio la cui caratterizzazione psicologica non riceve ulteriori approfondimenti, e le ragioni oggettive per cui segue Aoba sono, a mio parere, piuttosto trascurabili. Anche Aoba, però, sembra non avere motivi sufficienti per seguire Mink se escludiamo una marcata sindrome di Stoccolma. Al contrario, il fatto che non si separi da lui rappresenta secondo me una grande contraddizione che lo rende molto out-of-character. Le frequenti scene di violenza immotivata e non necessaria presenti nella route contribuiscono a svalutarla. 

Il mio giudizio finale è pessimo: nonostante entrambi gli ending siano piuttosto carini, il resto delle route è poco piacevole, incoerente e disturbante. La route contribuisce alla trama principale, però, quindi consiglio di non saltarla - anche se saltandola o facendola velocemente non si perdono informazioni essenziali. 


Koujaku
Route: bad, good

Tradizionale nel look... e non soltanto! Koujaku è il personaggio più tipico della visual novel: amico d'infanzia, mezzo samurai, affettuoso ma con la coda di paglia, e decisamente ricco di fascino - non per nulla è un donnaiolo. Nonostante per la maggior parte della sua route la caratterizzazione di Koujaku rimanga piuttosto piatta, è nell'interazione finale con Aoba che notiamo un certo approfondimento. In questa parte della route, infatti, il personaggio si riscatta, svelando aspetti della sua personalità più realistici. 

Il good ending è veramente carino e piacevole, mentre il bad ending è un po' affrettato ma comunque apprezzabile. Nessuno dei due, comunque, contribuisce alla trama principale. 

Ren
Route: true, Virus e Trip, bad

Fonte di battute e risatine dall'uscita del gioco, la route di Ren è in realtà la true route, ossia il finale ufficiale. Ma chi è Ren? Prima di tutto, Ren non è un cane, ma un Allmate, ossia un robot portatile collegato alla coscienza del suo proprietario. Secondo, ma non meno importante: durante il gioco Ren assume anche forma umana insomma Aoba non si fa il cane. Che dire di questa route? Sicuramente è la più completa dal punto di vista narrativo, tanto che non si può assolutamente pensare di saltarla se si vuole comprendere appieno il finale della storia. Le altre route si concentrano sulla relazione romantica, pur non trascurando azione e avventura, perciò soltanto la route di Ren arriva a spiegare tutto, senza omissione di dettagli. Da questo punto di vista, la route è molto interessante ed avvincente.

La relazione romantica è un po' il punto debole, dal momento che risulta poco credibile sotto vari aspetti. L'amore di Ren per Aoba l'ho trovato piuttosto fuori luogo e forzato. La loro storia è, in generale, poco appassionante e troppo cervellotica. La route non è comunque ingiocabile, anzi: poiché la parte romantica è più breve di quella narrativa, direi che complessivamente la lettura è piacevole.

Virus e Trip: uno dei bad ending riguarda questa coppia di personaggi. Che dire? Come ending è piuttosto insulso e disturbante. Non aggiunge niente al gioco e personalmente non è stato molto di mio gradimento.

~ ~ ~

In conclusione: storia avvincente, personaggi tutto sommato buoni, ottima interfaccia grafica ed illustrazioni eccezionali. La maggior parte delle route sono coinvolgenti e carine. Gli appassionati di BL non dovrebbero lasciarselo scappare :3 

sabato 4 aprile 2015

ANIME ~ Shigatsu wa Kimi no Uso

Dopo un'altra delle mie lunghe assenze - alle quali suppongo i pochi che seguono questo blog saranno ormai abituati - torno per portare alla vostra attenzione un anime acclamato come capolavoro. Ahimè questa non è la mia opinione, perciò di seguito cercherò di portare alla luce diversi punti deboli di questo anime troppo facilmente dimenticati da recensioni troppo entusiaste. 

22 episodi x Romantico x Drammatico x Musicale

TRAMA: Dopo la morte della madre, con la quale aveva un rapporto difficile, Kousei, giovane genio musicale, abbandona il piano. Dietro questa decisione si nasconde in realtà l'incapacità da parte del ragazzo di sentire il suono del proprio strumento. La vita di Kousei scorre così grigia e silenziosa, fin quando in un giorno di Aprile il ragazzo incontra la bella Kaori, una stramba violinista piena di energia che saprà riportarlo nel meraviglioso mondo della musica.

RIFLESSIONI PERSONALIShigatsu wa Kimi no Uso, in italiano "La tua bugia d'Aprile", sarebbe potuto diventare un vero e proprio capolavoro. L'A-1 Pictures si era impegnata in questo senso, realizzando una serie che, dal punto di vista tecnico, è impeccabile. L'animazione, curata nel dettaglio e molto fluida, raggiunge livelli più che eccellenti nelle numerose scene musicali, catturando lo spettatore con la sua innegabile bellezza. Il soundtrack e la scelta dei brani classici sono altrettanto azzeccati; uniti all'ottima regia regalano  allo spettatore delle scene veramente emozionanti che difficilmente passano inosservate. Cos'è, allora, che rende questo anime un fallimento?

Le mie critiche più frequenti sono di solito rivolte alla trama, tuttavia non è questo il caso: la trama di Shigatsu wa Kimi no Uso risulta infatti gradevole e coinvolgente, non costituendo di per sé un difetto. Il modo in cui la trama viene realizzata, però, è tutta un'altra questione. Gli autori, infatti, esasperano ogni scena rendendola eccessiva ed inverosimile. Questo è evidente soprattutto per le scene drammatiche, che sfociano con troppa facilità nel melodrammatico, risultando piuttosto fastidiose. Il trauma subito da Kousei nella sua prima adolescenza rientra sicuramente fra gli argomenti esasperati ed ostentati eccessivamente: esso ci viene riproposto in continuazione, quasi ossessivamente, per circa metà della serie. Alcune scene a riguardo sono troppo crude e realistiche, stonando visibilmente con l'atmosfera generale dell'anime. Sembra quindi paradossale che un argomento così spesso sottolineato venga poi trattato in modo superficiale, eppure la superficialità è costantemente in agguato dietro la facciata apparentemente seria di alcune scene. La seconda parte dell'anime riserva più spazio al personaggio di Kaori, che come Kousei ha avuto dalla vita la sua bella dose di sfortune. Purtroppo nel trattare gli argomenti che la riguardano l'anime mostra nuovamente una sgradevole superficialità. 


Da sinistra: Tsubaki, Kousei, Kaori e Ryouta

Veniamo ad un altro punto debole dell'anime: i personaggi secondari. Chiamare così la maggior parte di loro è fargli un grosso favore, dal momento che sono fin troppo chiaramente plot device. Questo è vero soprattutto per Tsubaki, l'amica d'infanzia di Kousei, e Ryouta, il ragazzo popolare della scuola nonché parte del gruppo di amici di Kousei. Ogni qualvolta la trama si sofferma su di loro è solo e soltanto perché hanno a che vedere con il protagonista. Non esistono se non in funzione del protagonista e della trama incentrata su di lui. Alcuni si sono spinti a dire che Kaori stessa è interamente subordinata alle vicende di Kousei e benché questa affermazione vada presa con più moderazione non posso certo smentirla totalmente. 

La caratterizzazione dei personaggi secondari è pessima. Potremmo dire senza troppi errori che esiste un solo personaggio femminile in tutta la serie. Kaori, Tsubaki, Nagi e Hiroko sono i personaggi femminili principali, e sono tutti, tutti uguali. E' sconcertante notare come, nella loro creazione, il mangaka sia partito da un personaggio tsundere base ed abbia poi aggiunto qualche irrilevante caratteristica qua e là per differenziare le varie ragazze. Tutte hanno infatti la stessa personalità - tsundere, appunto - e addirittura lo stesso rapporto con il protagonista - tutte gli vogliono bene ma faticano ad ammetterlo e quindi preferiscono tirargli calci ed urlargli contro per quasi tutta la serie. Al personaggio maschile non è andata certo meglio: Ryouta compare pochissimo nella storia ed è presente soltanto per assolvere al suo compito di "rivale". 

Da sinistra: Takeshi ed Emi

Una nota positiva per i rivali musicali di Kousei: Takeshi ed Emi. Entrambi hanno una caratterizzazione più originale e, pur comparendo poco, sembrano avere un loro ruolo anziché essere sempre subordinati a Kousei. Bisogna comunque sottolineare come l'ammirazione che i due provano per il protagonista sia forzata ed inverosimile. 

Pensavate che i difetti fossero finiti qui? Io lo speravo, ma purtroppo no. Questo anime fallisce in quello che sarebbe dovuto essere il suo obiettivo principale: comunicare allo spettatore la bellezza della musica classica. Le scene musicali sono infatti noiosissime: guardandole ho avuto l'impressione che la regia non sapesse come far apprezzare la musica classica allo spettatore. Anziché mostrare semplicemente quanto bello può essere un brano classico, il regista ha infatti aggiunto lunghi monologhi introspettivi dei protagonisti ed esagerate reazioni da parte del pubblico. Così lunghi minuti di brani classici sono stati appesantiti da inutili soliloqui e da i "OMG, bellissimo, posso vedere le note colorate danzare in una prateria fiorita!!! (?)" del pubblico. 


Ulteriori elementi che non mi sono piaciuti e su cui mi andava di chiacchierare un po': 
- L'intera storia dell'amico A è deleteria. Oltre a non avere un minimo di senso, è chiarissimo a tutti fin dal principio che in realtà Kaori non è innamorata di Ryouta, perciò il fatto che Kousei non se ne renda conto lo fa sembrare un vero e proprio idiota. 
- La malattia di Kaori avrebbe dovuto essere introdotta molto prima nella serie. Le tematiche di una storia vengono definite all'inizio della stessa, se nuove tematiche spuntano fuori dal nulla a metà si viene a creare uno squilibrio. Questo non significa che tutti i colpi di scena peggiorino una serie, ma bisogna quantomeno giustificarli. La scelta narrativa di celare la malattia di Kaori per metà serie sarebbe stata buona soltanto se giustificata (magari dal fatto che Kaori non voleva far soffrire i suoi amici, ecc). Questo non avviene, perciò tirare fuori a metà anime che Kaori è in fin di vita mi sembra una pessima strategia per vitalizzare un po' la trama con un colpo di scena senza senso e per spillare qualche lacrima allo spettatore. 
- La malattia di Kaori non ha un nome. Per tutta la durata dell'anime mi sono chiesta: sopravvivrà? E la risposta ovviamente è boh, dato che non si sa che diamine di malattia abbia. Quando Kaori decide di farsi l'operazione, non ci viene spiegato niente, e ancora una volta non sappiamo dare un senso alla cosa. Il fatto che la malattia di Kaori non venga nominata apertamente mina il già fragile realismo dell'anime. 
- L'episodio finale mostra che Kaori in realtà era sempre stata una sfigatella con gli occhiali e che aveva deciso di crearsi tutto un piano per conoscere il suo mito, il pianista Kousei, del quale era innamorata. Ho trovato tutto questo estremamente scemo e poco realistico - per non dire piuttosto scopiazzato dalla storia di Homura Akemi, in PMMM


Tiriamo le somme: questa serie è valida o meno? Purtroppo non lo è: i difetti superano di gran lunga i pregi. Nonostante questo potreste trovare l'anime di vostro gradimento, se amate le storie strappalacrime e l'angst a palate, e se siete disposti a chiudere un occhio sulle molte mancanze che ho cercato di evidenziare nella mia recensione. 

mercoledì 8 ottobre 2014

ANIME ~ Kuroshitsuji: Book of Circus

Mi sono ripromessa di recensire tutti gli anime della stagione estiva che ho visto, ed oggi vi propongo Kuroshitsuji: Book of Circus. Credo però che su questa serie ci sia da dire ben poco, in quanto non solo è un sequel1, ma quasi tutti coloro che l'hanno vista hanno letto anche il manga. Mi ci soffermerò quindi solo velocemente. Per informazioni più dettagliate, vi consiglio questo ottimo post della mia amica Millefoglie.


MINI TRAMA: XIX secolo, Londra: il giovanissimo conte Ciel Phantomhive ed il suo maggiordomo demone Sebastian ricevono una nuova missione dalla Regina d'Inghilterra: scoprire se un circo arrivato da poco tempo in città è responsabile delle recenti sparizioni di bambini.

Viene finalmente portata in televisione una delle saghe più belle ed emozionanti di Kuroshitsuji, con un risultato più che buono. Ad esclusione del primo episodio introduttivo, la cui presenza è comprensibile ma che i lettori del manga possono tranquillamente saltare, l'anime è estremamente fedele all'opera originale. Dopo ben due serie e svariati OAV di dubbio gusto, finalmente abbiamo una serie degna di questo nome.

La grafica e la colonna sonora, pur non raggiungendo l'eccellenza, sono buone e a mio parere migliori di quelle delle serie precedenti (specialmente la grafica). Una nota di merito va alle sigle, molto accattivanti grazie alle belle canzoni (SID, AKIRA) e ad una regia molto originale. Il doppiaggio è ottimo, non c'è bisogno di dirlo, ma notevole è l'interpretazione di Mamoru Miyano - che è uno dei miei doppiatori preferiti! - nel ruolo di Joker.

L'arc narrativo è, come ho già detto, uno dei migliori del manga. Abbiamo un cast davvero unico di personaggi, fra i quali alcuni spiccano sovrani per l'ottima caratterizzazione. La storia, che personalmente trovo molto bella e che è stata ideata in modo intelligente, può risultare interessante anche a chi si avvicina a quest'opera per la prima volta. Decisamente consigliato.

1 Le serie precedenti sono Kuroshitsuji e Kuroshitsuji II.