mercoledì 7 maggio 2014

FILM ~ Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

«E' incredibile come un posto come quello abbia visto intrecciarsi i destini di tante persone così diverse...»

I ricordi, memorie di attimi ormai passati ma non ancora scomparsi, rappresentano uno dei tesori più importanti per la vita di una persona e per la storia di un'epoca. Ricordare significa vivere e rivivere. Questo sembra suggerire il film Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, di cui mi accingo a parlarvi. Prodotto nel lontano – ma non troppo – 1991, Pomodori verdi fritti, il cui titolo originale è “Fried Green Tomatoes”, è, a mio parere, uno dei film drammatici che gli amanti del cinema non dovrebbero assolutamente perdere.

Tratto da un romanzo di Fannie Flagg, la quale ha inoltre curato la sceneggiatura del film, Pomodori verdi fritti racconta la storia di due epoche diverse e dei problemi ad esse legate. Durante la visione del film, lo spettatore ascolterà i lontani ricordi della signora Ninny e assieme a lei verrà riportato nel sud degli Stati Uniti d'America durante quei lontani anni trenta, quando ancora il razzismo e l'inferiorità delle donne erano considerate normalità. Allo stesso tempo, però, tale narrazione verrà spesso interrotta dal “presente” degli anni ottanta. Seguiremo così le vicende di Kathy, amica di Ninny, casalinga alla presa con ben altri problemi, non meno insidiosi, quali un matrimonio ormai insoddisfacente, l'incapacità di farsi valere e una pericolosa tendenza a mangiare più del dovuto. È così che l'incontro fra le due donne, l'anziana Ninny e la casalinga Kathy, diventa l'incontro fra due epoche e l'occasione per vedere il bello e il brutto di due mondi ormai lontani.

Ma Pomodori verdi fritti non trascura la caratterizzazione dei personaggi e dei loro sentimenti, tanto che è impossibile non provare simpatia per Kathy, pasticciona e un po' depressa ma con molto spirito combattivo dentro di sé, e Ninny, anziana ma con più voglia di vivere di un'adolescente. Ugualmente interessanti e ben delineati sono i personaggi di Idgie e Ruth, le due protagoniste dei ricordi di Ninny, ed espressioni di due diverse femminilità. Idgie, bella e selvaggia nella sua irriverenza, e Ruth, ragazza più calma ed elegante.

Di questo film ho particolarmente apprezzato la narrazione ad intreccio, che nonostante i frequenti flashback risulta chiara e perfettamente comprensibile. La storia – o forse dovrei dire le storie – di Pomodori verdi fritti, per quanto interessanti, non sono di per sé molto originali, ma rappresentano bene il genere tranche de vie (traducibile in “momenti di vita”). Personalmente credo che storie di questo genere debbano puntare molto sulla caratterizzazione dei personaggi e su una certa poesia della narrazione, per non rischiare di essere banali o noiose. Ebbene, Pomodori verdi fritti vi riesce egregiamente. Anche la regia e la colonna sonora risultano appropriate, e il doppiaggio italiano non stona.

Nonostante le mie lodi siano state abbastanza consistenti, non posso ignorare quello che secondo me rappresenta un grave difetto: la censura. È sufficiente cercare informazioni sul romanzo originale, infatti, per notare che in realtà Idgie e Ruth – che come ho detto prima sono le protagoniste dei flashback – non sono amiche, ma amanti. Questo non è mai stato palesato nel film, in cui il rapporto fra le due è volutamente ambiguo, ma mai espressamente omosessuale. La versione italiana, inoltre, ha subito un'ulteriore censura, che ha tagliato alcune scene minori per eliminare definitivamente qualsiasi dubbio “scomodo” circa la reale relazione fra Idgie e Ruth. Non solo ritengo questa scelta offensiva, ma credo anche che il film sarebbe potuto essere migliore se avesse rispettato maggiormente il libro. La scelta del regista di evitare temi problematici è comprensibile, soprattutto considerata l'epoca in cui è stato prodotto il film, ma non completamente scusabile. Nonostante questo difetto, considero Pomodori verdi fritti un film classico dalle molte qualità. Non lasciatevelo scappare!