martedì 7 luglio 2015

VISUAL NOVEL ~ DRAMAtical Murder

Ho giocato ad altre visual novel, ma questa è la prima che ho completato e di cui faccio una recensione, perciò siate clementi ★ Farò accenni molto vaghi ad alcuni particolari della storia, ma la recensione è da considerarsi spoiler-free. 



DRAMAtical Murder - d'ora in poi DMMd - è una delle visual novel BL più famose della Nitro+Chiral. Realizzata per PC, ha una durata media (10-30 ore di gioco) e può essere reperita in inglese grazie all'ottima patch realizzata da aarinfantasy. Pur avendo qualche difettuccio qua e là, questa novel mi ha appassionata molto ed il mio giudizio finale è positivo.

La trama di DMMd non è eccessivamente originale, ma mostra comunque cura nei dettagli e nella narrazione. Ci troviamo sull'isola giapponese di Midorijima, caratterizzata da una peculiare divisione: da una parte abbiamo la storica Kyuu-juumin-ku, riservata ai nativi e alla popolazione povera; dall'altra si trova invece il maestoso quanto enorme villaggio turistico di Platinum Jail, destinato soltanto ai più ricchi personaggi del mondo e mal visto dai residenti originari. 

Kyuu-juumin-ku è caratterizzata da tante bande, rivali e non, il cui scopo principale è esprimere la propria virilità e ne hanno bisogno, visto come si vestono facendo a scazzottate nei vicoli, pratica nota a tutti con il termine di Rib. 

Negli ultimi anni però match di tipo diverso hanno gradualmente preso il sopravvento: incontri virtuali che mettono alla prova più il cervello che il fisico. Questa realtà virtuale è conosciuta come Rhyme. 

La storia ruota attorno ad Aoba Seragaki, un comune 23enne residente a Kyuu-juumin-ku e modesto lavoratore all'Heibon ("Mediocrità") Shop. Il nostro protagonista non ne vuole proprio sapere di Rib o Rhyme, ma quando strane sparizioni cominciano ad avvenire in città, si troverà suo malgrado coinvolto... 

Aoba è il protagonista e il narratore della storia. Altruista fino al punto giusto, legato alla sua famiglia e leale con gli amici, Aoba è un personaggio ben caratterizzato e realistico. Se ho trovato DMMd così ben riuscito, il merito va anche a lui: finalmente abbiamo un protagonista che dimostra la sua età e che pur essendo uke non sembra una ragazzina. Inoltre Aoba è una persona comune, e la sua caratterizzazione è buona anche perché non vuole sorprenderci con chissà quali particolari stramberie. Il suo doppiatore mi è piaciuto davvero tanto, ho trovato la sua voce particolare e ben azzeccata per il personaggio.

Anche gli altri personaggi, chi più chi meno, hanno tutti una buona caratterizzazione. Per ulteriori informazioni sui personaggi principali e sulla loro caratterizzazione ho inserito una sezione finale.

Trama coinvolgente e personaggi ben caratterizzati non sono gli unici pregi: quello che secondo me costituisce il vero punto forte della visual novel è l'ambientazione. O forse dovrei dire le ambientazioni, dato che DMMd riesce a riunire tanti scenari diversi sotto il filo conduttore della modernità e della tecnologia. Partendo da un'ambientazione underground pop, la novel ci conduce attraverso paesaggi futuristici e cyberpunk, senza dimenticare il tanto amato Giappone tradizionale. Gli sfondi del gioco rendono il background della novel ancora più emozionante, grazie alla loro grafica impeccabile e curata.  

Una nota di merito, infatti, va alla grafica. Gli sfondi sono senza dubbio la punta di diamante: originali, dettagliati e ben fatti, aiutano il lettore ad immergersi completamente nella storia. Anche i CG dei personaggi sono fatti bene, seppur di qualità inferiore. Ogni tanto infatti salta fuori qualche anatomia impossibile un po' fastidiosa. Purtroppo dalla mia modesta esperienza con le visual novel questa sembra essere una costante. Tutto sommato, quindi, DMMd se la cava anche fin troppo bene, soprattutto considerando che gli sprite dei personaggi (come quello di Aoba in questa recensione) sono tutti realizzati molto bene.

Anche la colonna sonora contribuisce a creare un'atmosfera particolare, grazie alle sue tracce accattivanti ispirate alla musica dei giochi arcade. Non male neanche le canzoni finali. 

 

Dal punto di vista tecnico la visual novel è eccellente. Entrambi gli skip (veloce e molto veloce) funzionano senza intoppi e fanno risparmiare un sacco di tempo. Le slot per i salvataggi sono sufficienti. L'interfaccia grafica è ottima: fluida, chiara e funzionale, oltre che estremamente accattivante dal punto di vista estetico. Ho particolarmente apprezzato l'idea di non interrompere bruscamente la voce del personaggio quando si visualizza il messaggio successivo, ma farla continuare qualora non vi sia un altro dialogo (feature non sempre presente nelle altre visual novel a cui ho giocato). 

E adesso che abbiamo visto la novel in generale, passiamo alle route!


Route 

Clear 
Route: bad, good


Nonostante tutti i personaggi di DMMd vengano approfonditi psicologicamente nelle rispettive route, Clear è forse quello che subisce il cambiamento più evidente. La sua presentazione all'inizio della novel, infatti, risulta essere decisamente fuorviante. Egli viene introdotto come una sorta di allegro giullare e principale responsabile delle scenette comiche della visual novel, ma si rivela in seguito essere un personaggio estremamente malinconico e profondo. La sua caratterizzazione psicologica è decisamente buona e in grado di appassionare il lettore grazie alla sua dolcezza e sincerità. Ho apprezzato molto entrambi gli ending di questa route. Quello bad è particolarmente creepy ma comunque sensato, mentre quello good è molto dolce e poetico. Entrambi hanno dialoghi filosofici interessanti - ma non eccessivamente pesi! - ed entrambi contribuiscono alla trama principale della novel.

Quella di Clear è stata la prima route che ho giocato e la mia preferita. Clear è inoltre il personaggio che mi è piaciuto di più - anche se ammetto che è per gusti personali, dato che ci sono altri personaggi realizzati ugualmente bene. Oltre ad essere bella, la route di Clear è secondo me l'unica davvero fondamentale per comprendere alcuni particolari della storia, quindi consiglio vivamente di giocarla. 

Noiz
Route: bad 1, bad 2, game over, good

Probabilmente il più amato dal pubblico, Noiz è un personaggio di poche parole (ma scelte bene!). Intelligente ma difficile da gestire, scostante e piuttosto violento, Noiz sembra il tipico seme. Tuttavia anche lui saprà discostarsi presto da questo stereotipo, per ricevere una caratterizzazione più approfondita e realistica. Il good ending è romantico e fiabesco, un classico "e vissero per sempre felici e contenti" che mi è piaciuto molto. Non male neppure i bad ending, di cui quello che viene generalmente considerato il primo (i Pokémon, per intenderci, LOL) è molto originale. Per quanto riguarda il "game over", mi riferisco ad un punto oltre il quale il gioco semplicemente si interrompe. Consiglio: salvate almeno dopo la scelta "Think of Noiz", così da non dover rifare tutto in caso incappaste nel game over. 

Interessanti le scene glitch presenti in questa route. All'inizio ero convinta che mi stesse crashando il gioco ma vabbé. 

La route di Noiz non contribuisce in modo determinante alla trama principale del gioco, anzi, risulta piuttosto superficiale da questo punto di vista. Per questo consiglio di non giocarla per prima. 

Mink
Route: bad, good

Arriviamo adesso al personaggio più controverso di tutta la novel: Mink. Ex carcerato dall'aspetto intimidatorio, è un leader severo e senza pietà, abituato ad utilizzare la violenza per raggiungere i propri scopi. Per la maggior parte della novel, il lettore si chiede cosa diavolo ci stia a fare dietro ad Aoba. Mentre Clear, Noiz e Koujaku hanno una motivazione più o meno evidente, infatti, Mink sembra costantemente fuori posto. Questo non cambia neppure in seguito: Mink è l'unico personaggio la cui caratterizzazione psicologica non riceve ulteriori approfondimenti, e le ragioni oggettive per cui segue Aoba sono, a mio parere, piuttosto trascurabili. Anche Aoba, però, sembra non avere motivi sufficienti per seguire Mink se escludiamo una marcata sindrome di Stoccolma. Al contrario, il fatto che non si separi da lui rappresenta secondo me una grande contraddizione che lo rende molto out-of-character. Le frequenti scene di violenza immotivata e non necessaria presenti nella route contribuiscono a svalutarla. 

Il mio giudizio finale è pessimo: nonostante entrambi gli ending siano piuttosto carini, il resto delle route è poco piacevole, incoerente e disturbante. La route contribuisce alla trama principale, però, quindi consiglio di non saltarla - anche se saltandola o facendola velocemente non si perdono informazioni essenziali. 


Koujaku
Route: bad, good

Tradizionale nel look... e non soltanto! Koujaku è il personaggio più tipico della visual novel: amico d'infanzia, mezzo samurai, affettuoso ma con la coda di paglia, e decisamente ricco di fascino - non per nulla è un donnaiolo. Nonostante per la maggior parte della sua route la caratterizzazione di Koujaku rimanga piuttosto piatta, è nell'interazione finale con Aoba che notiamo un certo approfondimento. In questa parte della route, infatti, il personaggio si riscatta, svelando aspetti della sua personalità più realistici. 

Il good ending è veramente carino e piacevole, mentre il bad ending è un po' affrettato ma comunque apprezzabile. Nessuno dei due, comunque, contribuisce alla trama principale. 

Ren
Route: true, Virus e Trip, bad

Fonte di battute e risatine dall'uscita del gioco, la route di Ren è in realtà la true route, ossia il finale ufficiale. Ma chi è Ren? Prima di tutto, Ren non è un cane, ma un Allmate, ossia un robot portatile collegato alla coscienza del suo proprietario. Secondo, ma non meno importante: durante il gioco Ren assume anche forma umana insomma Aoba non si fa il cane. Che dire di questa route? Sicuramente è la più completa dal punto di vista narrativo, tanto che non si può assolutamente pensare di saltarla se si vuole comprendere appieno il finale della storia. Le altre route si concentrano sulla relazione romantica, pur non trascurando azione e avventura, perciò soltanto la route di Ren arriva a spiegare tutto, senza omissione di dettagli. Da questo punto di vista, la route è molto interessante ed avvincente.

La relazione romantica è un po' il punto debole, dal momento che risulta poco credibile sotto vari aspetti. L'amore di Ren per Aoba l'ho trovato piuttosto fuori luogo e forzato. La loro storia è, in generale, poco appassionante e troppo cervellotica. La route non è comunque ingiocabile, anzi: poiché la parte romantica è più breve di quella narrativa, direi che complessivamente la lettura è piacevole.

Virus e Trip: uno dei bad ending riguarda questa coppia di personaggi. Che dire? Come ending è piuttosto insulso e disturbante. Non aggiunge niente al gioco e personalmente non è stato molto di mio gradimento.

~ ~ ~

In conclusione: storia avvincente, personaggi tutto sommato buoni, ottima interfaccia grafica ed illustrazioni eccezionali. La maggior parte delle route sono coinvolgenti e carine. Gli appassionati di BL non dovrebbero lasciarselo scappare :3 

sabato 4 aprile 2015

ANIME ~ Shigatsu wa Kimi no Uso

Dopo un'altra delle mie lunghe assenze - alle quali suppongo i pochi che seguono questo blog saranno ormai abituati - torno per portare alla vostra attenzione un anime acclamato come capolavoro. Ahimè questa non è la mia opinione, perciò di seguito cercherò di portare alla luce diversi punti deboli di questo anime troppo facilmente dimenticati da recensioni troppo entusiaste. 

22 episodi x Romantico x Drammatico x Musicale

TRAMA: Dopo la morte della madre, con la quale aveva un rapporto difficile, Kousei, giovane genio musicale, abbandona il piano. Dietro questa decisione si nasconde in realtà l'incapacità da parte del ragazzo di sentire il suono del proprio strumento. La vita di Kousei scorre così grigia e silenziosa, fin quando in un giorno di Aprile il ragazzo incontra la bella Kaori, una stramba violinista piena di energia che saprà riportarlo nel meraviglioso mondo della musica.

RIFLESSIONI PERSONALIShigatsu wa Kimi no Uso, in italiano "La tua bugia d'Aprile", sarebbe potuto diventare un vero e proprio capolavoro. L'A-1 Pictures si era impegnata in questo senso, realizzando una serie che, dal punto di vista tecnico, è impeccabile. L'animazione, curata nel dettaglio e molto fluida, raggiunge livelli più che eccellenti nelle numerose scene musicali, catturando lo spettatore con la sua innegabile bellezza. Il soundtrack e la scelta dei brani classici sono altrettanto azzeccati; uniti all'ottima regia regalano  allo spettatore delle scene veramente emozionanti che difficilmente passano inosservate. Cos'è, allora, che rende questo anime un fallimento?

Le mie critiche più frequenti sono di solito rivolte alla trama, tuttavia non è questo il caso: la trama di Shigatsu wa Kimi no Uso risulta infatti gradevole e coinvolgente, non costituendo di per sé un difetto. Il modo in cui la trama viene realizzata, però, è tutta un'altra questione. Gli autori, infatti, esasperano ogni scena rendendola eccessiva ed inverosimile. Questo è evidente soprattutto per le scene drammatiche, che sfociano con troppa facilità nel melodrammatico, risultando piuttosto fastidiose. Il trauma subito da Kousei nella sua prima adolescenza rientra sicuramente fra gli argomenti esasperati ed ostentati eccessivamente: esso ci viene riproposto in continuazione, quasi ossessivamente, per circa metà della serie. Alcune scene a riguardo sono troppo crude e realistiche, stonando visibilmente con l'atmosfera generale dell'anime. Sembra quindi paradossale che un argomento così spesso sottolineato venga poi trattato in modo superficiale, eppure la superficialità è costantemente in agguato dietro la facciata apparentemente seria di alcune scene. La seconda parte dell'anime riserva più spazio al personaggio di Kaori, che come Kousei ha avuto dalla vita la sua bella dose di sfortune. Purtroppo nel trattare gli argomenti che la riguardano l'anime mostra nuovamente una sgradevole superficialità. 


Da sinistra: Tsubaki, Kousei, Kaori e Ryouta

Veniamo ad un altro punto debole dell'anime: i personaggi secondari. Chiamare così la maggior parte di loro è fargli un grosso favore, dal momento che sono fin troppo chiaramente plot device. Questo è vero soprattutto per Tsubaki, l'amica d'infanzia di Kousei, e Ryouta, il ragazzo popolare della scuola nonché parte del gruppo di amici di Kousei. Ogni qualvolta la trama si sofferma su di loro è solo e soltanto perché hanno a che vedere con il protagonista. Non esistono se non in funzione del protagonista e della trama incentrata su di lui. Alcuni si sono spinti a dire che Kaori stessa è interamente subordinata alle vicende di Kousei e benché questa affermazione vada presa con più moderazione non posso certo smentirla totalmente. 

La caratterizzazione dei personaggi secondari è pessima. Potremmo dire senza troppi errori che esiste un solo personaggio femminile in tutta la serie. Kaori, Tsubaki, Nagi e Hiroko sono i personaggi femminili principali, e sono tutti, tutti uguali. E' sconcertante notare come, nella loro creazione, il mangaka sia partito da un personaggio tsundere base ed abbia poi aggiunto qualche irrilevante caratteristica qua e là per differenziare le varie ragazze. Tutte hanno infatti la stessa personalità - tsundere, appunto - e addirittura lo stesso rapporto con il protagonista - tutte gli vogliono bene ma faticano ad ammetterlo e quindi preferiscono tirargli calci ed urlargli contro per quasi tutta la serie. Al personaggio maschile non è andata certo meglio: Ryouta compare pochissimo nella storia ed è presente soltanto per assolvere al suo compito di "rivale". 

Da sinistra: Takeshi ed Emi

Una nota positiva per i rivali musicali di Kousei: Takeshi ed Emi. Entrambi hanno una caratterizzazione più originale e, pur comparendo poco, sembrano avere un loro ruolo anziché essere sempre subordinati a Kousei. Bisogna comunque sottolineare come l'ammirazione che i due provano per il protagonista sia forzata ed inverosimile. 

Pensavate che i difetti fossero finiti qui? Io lo speravo, ma purtroppo no. Questo anime fallisce in quello che sarebbe dovuto essere il suo obiettivo principale: comunicare allo spettatore la bellezza della musica classica. Le scene musicali sono infatti noiosissime: guardandole ho avuto l'impressione che la regia non sapesse come far apprezzare la musica classica allo spettatore. Anziché mostrare semplicemente quanto bello può essere un brano classico, il regista ha infatti aggiunto lunghi monologhi introspettivi dei protagonisti ed esagerate reazioni da parte del pubblico. Così lunghi minuti di brani classici sono stati appesantiti da inutili soliloqui e da i "OMG, bellissimo, posso vedere le note colorate danzare in una prateria fiorita!!! (?)" del pubblico. 


Ulteriori elementi che non mi sono piaciuti e su cui mi andava di chiacchierare un po': 
- L'intera storia dell'amico A è deleteria. Oltre a non avere un minimo di senso, è chiarissimo a tutti fin dal principio che in realtà Kaori non è innamorata di Ryouta, perciò il fatto che Kousei non se ne renda conto lo fa sembrare un vero e proprio idiota. 
- La malattia di Kaori avrebbe dovuto essere introdotta molto prima nella serie. Le tematiche di una storia vengono definite all'inizio della stessa, se nuove tematiche spuntano fuori dal nulla a metà si viene a creare uno squilibrio. Questo non significa che tutti i colpi di scena peggiorino una serie, ma bisogna quantomeno giustificarli. La scelta narrativa di celare la malattia di Kaori per metà serie sarebbe stata buona soltanto se giustificata (magari dal fatto che Kaori non voleva far soffrire i suoi amici, ecc). Questo non avviene, perciò tirare fuori a metà anime che Kaori è in fin di vita mi sembra una pessima strategia per vitalizzare un po' la trama con un colpo di scena senza senso e per spillare qualche lacrima allo spettatore. 
- La malattia di Kaori non ha un nome. Per tutta la durata dell'anime mi sono chiesta: sopravvivrà? E la risposta ovviamente è boh, dato che non si sa che diamine di malattia abbia. Quando Kaori decide di farsi l'operazione, non ci viene spiegato niente, e ancora una volta non sappiamo dare un senso alla cosa. Il fatto che la malattia di Kaori non venga nominata apertamente mina il già fragile realismo dell'anime. 
- L'episodio finale mostra che Kaori in realtà era sempre stata una sfigatella con gli occhiali e che aveva deciso di crearsi tutto un piano per conoscere il suo mito, il pianista Kousei, del quale era innamorata. Ho trovato tutto questo estremamente scemo e poco realistico - per non dire piuttosto scopiazzato dalla storia di Homura Akemi, in PMMM


Tiriamo le somme: questa serie è valida o meno? Purtroppo non lo è: i difetti superano di gran lunga i pregi. Nonostante questo potreste trovare l'anime di vostro gradimento, se amate le storie strappalacrime e l'angst a palate, e se siete disposti a chiudere un occhio sulle molte mancanze che ho cercato di evidenziare nella mia recensione.