sabato 4 aprile 2015

ANIME ~ Shigatsu wa Kimi no Uso

Dopo un'altra delle mie lunghe assenze - alle quali suppongo i pochi che seguono questo blog saranno ormai abituati - torno per portare alla vostra attenzione un anime acclamato come capolavoro. Ahimè questa non è la mia opinione, perciò di seguito cercherò di portare alla luce diversi punti deboli di questo anime troppo facilmente dimenticati da recensioni troppo entusiaste. 

22 episodi x Romantico x Drammatico x Musicale

TRAMA: Dopo la morte della madre, con la quale aveva un rapporto difficile, Kousei, giovane genio musicale, abbandona il piano. Dietro questa decisione si nasconde in realtà l'incapacità da parte del ragazzo di sentire il suono del proprio strumento. La vita di Kousei scorre così grigia e silenziosa, fin quando in un giorno di Aprile il ragazzo incontra la bella Kaori, una stramba violinista piena di energia che saprà riportarlo nel meraviglioso mondo della musica.

RIFLESSIONI PERSONALIShigatsu wa Kimi no Uso, in italiano "La tua bugia d'Aprile", sarebbe potuto diventare un vero e proprio capolavoro. L'A-1 Pictures si era impegnata in questo senso, realizzando una serie che, dal punto di vista tecnico, è impeccabile. L'animazione, curata nel dettaglio e molto fluida, raggiunge livelli più che eccellenti nelle numerose scene musicali, catturando lo spettatore con la sua innegabile bellezza. Il soundtrack e la scelta dei brani classici sono altrettanto azzeccati; uniti all'ottima regia regalano  allo spettatore delle scene veramente emozionanti che difficilmente passano inosservate. Cos'è, allora, che rende questo anime un fallimento?

Le mie critiche più frequenti sono di solito rivolte alla trama, tuttavia non è questo il caso: la trama di Shigatsu wa Kimi no Uso risulta infatti gradevole e coinvolgente, non costituendo di per sé un difetto. Il modo in cui la trama viene realizzata, però, è tutta un'altra questione. Gli autori, infatti, esasperano ogni scena rendendola eccessiva ed inverosimile. Questo è evidente soprattutto per le scene drammatiche, che sfociano con troppa facilità nel melodrammatico, risultando piuttosto fastidiose. Il trauma subito da Kousei nella sua prima adolescenza rientra sicuramente fra gli argomenti esasperati ed ostentati eccessivamente: esso ci viene riproposto in continuazione, quasi ossessivamente, per circa metà della serie. Alcune scene a riguardo sono troppo crude e realistiche, stonando visibilmente con l'atmosfera generale dell'anime. Sembra quindi paradossale che un argomento così spesso sottolineato venga poi trattato in modo superficiale, eppure la superficialità è costantemente in agguato dietro la facciata apparentemente seria di alcune scene. La seconda parte dell'anime riserva più spazio al personaggio di Kaori, che come Kousei ha avuto dalla vita la sua bella dose di sfortune. Purtroppo nel trattare gli argomenti che la riguardano l'anime mostra nuovamente una sgradevole superficialità. 


Da sinistra: Tsubaki, Kousei, Kaori e Ryouta

Veniamo ad un altro punto debole dell'anime: i personaggi secondari. Chiamare così la maggior parte di loro è fargli un grosso favore, dal momento che sono fin troppo chiaramente plot device. Questo è vero soprattutto per Tsubaki, l'amica d'infanzia di Kousei, e Ryouta, il ragazzo popolare della scuola nonché parte del gruppo di amici di Kousei. Ogni qualvolta la trama si sofferma su di loro è solo e soltanto perché hanno a che vedere con il protagonista. Non esistono se non in funzione del protagonista e della trama incentrata su di lui. Alcuni si sono spinti a dire che Kaori stessa è interamente subordinata alle vicende di Kousei e benché questa affermazione vada presa con più moderazione non posso certo smentirla totalmente. 

La caratterizzazione dei personaggi secondari è pessima. Potremmo dire senza troppi errori che esiste un solo personaggio femminile in tutta la serie. Kaori, Tsubaki, Nagi e Hiroko sono i personaggi femminili principali, e sono tutti, tutti uguali. E' sconcertante notare come, nella loro creazione, il mangaka sia partito da un personaggio tsundere base ed abbia poi aggiunto qualche irrilevante caratteristica qua e là per differenziare le varie ragazze. Tutte hanno infatti la stessa personalità - tsundere, appunto - e addirittura lo stesso rapporto con il protagonista - tutte gli vogliono bene ma faticano ad ammetterlo e quindi preferiscono tirargli calci ed urlargli contro per quasi tutta la serie. Al personaggio maschile non è andata certo meglio: Ryouta compare pochissimo nella storia ed è presente soltanto per assolvere al suo compito di "rivale". 

Da sinistra: Takeshi ed Emi

Una nota positiva per i rivali musicali di Kousei: Takeshi ed Emi. Entrambi hanno una caratterizzazione più originale e, pur comparendo poco, sembrano avere un loro ruolo anziché essere sempre subordinati a Kousei. Bisogna comunque sottolineare come l'ammirazione che i due provano per il protagonista sia forzata ed inverosimile. 

Pensavate che i difetti fossero finiti qui? Io lo speravo, ma purtroppo no. Questo anime fallisce in quello che sarebbe dovuto essere il suo obiettivo principale: comunicare allo spettatore la bellezza della musica classica. Le scene musicali sono infatti noiosissime: guardandole ho avuto l'impressione che la regia non sapesse come far apprezzare la musica classica allo spettatore. Anziché mostrare semplicemente quanto bello può essere un brano classico, il regista ha infatti aggiunto lunghi monologhi introspettivi dei protagonisti ed esagerate reazioni da parte del pubblico. Così lunghi minuti di brani classici sono stati appesantiti da inutili soliloqui e da i "OMG, bellissimo, posso vedere le note colorate danzare in una prateria fiorita!!! (?)" del pubblico. 


Ulteriori elementi che non mi sono piaciuti e su cui mi andava di chiacchierare un po': 
- L'intera storia dell'amico A è deleteria. Oltre a non avere un minimo di senso, è chiarissimo a tutti fin dal principio che in realtà Kaori non è innamorata di Ryouta, perciò il fatto che Kousei non se ne renda conto lo fa sembrare un vero e proprio idiota. 
- La malattia di Kaori avrebbe dovuto essere introdotta molto prima nella serie. Le tematiche di una storia vengono definite all'inizio della stessa, se nuove tematiche spuntano fuori dal nulla a metà si viene a creare uno squilibrio. Questo non significa che tutti i colpi di scena peggiorino una serie, ma bisogna quantomeno giustificarli. La scelta narrativa di celare la malattia di Kaori per metà serie sarebbe stata buona soltanto se giustificata (magari dal fatto che Kaori non voleva far soffrire i suoi amici, ecc). Questo non avviene, perciò tirare fuori a metà anime che Kaori è in fin di vita mi sembra una pessima strategia per vitalizzare un po' la trama con un colpo di scena senza senso e per spillare qualche lacrima allo spettatore. 
- La malattia di Kaori non ha un nome. Per tutta la durata dell'anime mi sono chiesta: sopravvivrà? E la risposta ovviamente è boh, dato che non si sa che diamine di malattia abbia. Quando Kaori decide di farsi l'operazione, non ci viene spiegato niente, e ancora una volta non sappiamo dare un senso alla cosa. Il fatto che la malattia di Kaori non venga nominata apertamente mina il già fragile realismo dell'anime. 
- L'episodio finale mostra che Kaori in realtà era sempre stata una sfigatella con gli occhiali e che aveva deciso di crearsi tutto un piano per conoscere il suo mito, il pianista Kousei, del quale era innamorata. Ho trovato tutto questo estremamente scemo e poco realistico - per non dire piuttosto scopiazzato dalla storia di Homura Akemi, in PMMM


Tiriamo le somme: questa serie è valida o meno? Purtroppo non lo è: i difetti superano di gran lunga i pregi. Nonostante questo potreste trovare l'anime di vostro gradimento, se amate le storie strappalacrime e l'angst a palate, e se siete disposti a chiudere un occhio sulle molte mancanze che ho cercato di evidenziare nella mia recensione.