martedì 11 luglio 2017

WEB MANHWA ~ Killing Stalking

Normalmente preferisco aspettare la conclusione di una serie per parlarne, ma visto che la JPop pubblicherà a breve questo fumetto ho deciso di recensirlo in anteprima. 

koogi × 2 volumi (in corso) × horror × thriller × BL

Killing Stalking ha fatto molto parlare di sé, sia per le tematiche controverse che lo caratterizzano sia per la popolarità che ha immediatamente riscosso online, soprattutto fra gli amanti del Boys' Love. L'inaspettata scelta della JPop di portare questo web manhwa in un'edizione italiana cartacea ha riscosso forti critiche così come sentiti ringraziamenti. Insomma, lo avrete già capito: questa è un'opera che o si odia o si ama. Vediamo perciò quale delle due posizioni ritengo più valida. 

La trama di Killing Stalking ruota attorno alle vicende di Bum, un giovane reietto della società che si trova inevitabilmente attratto dal suo opposto, il bello e popolare Sangwoo, perfetto praticamente in tutto. Rendendosi conto che nel mondo di tutti i giorni non vi è posto per il suo amore omosessuale, Bum decide di rinunciare a ogni pretesa di normalità ed elabora un piano per entrare di nascosto nella casa di Sangwoo, ossessionato dall'avvicinarsi al ragazzo. Quando scopre che dietro la facciata scintillante di Sangwoo si nasconde in realtà uno spietato killer è ormai troppo tardi. Scoperto, viene catturato da Sangwoo e confinato nell'inquietante cantina della casa, dove verranno compiuti i più efferati crimini.

La trama non è affatto scontata, ma nonostante questo non risulta neppure particolarmente originale. Certo nel panorama BL Killing Stalking si distingue senza troppi sforzi, ma bisogna ricordare che la maggior parte degli yaoi è altamente stereotipata e ripetitiva e rappresenta perciò un debole avversario. Ampliando lo sguardo ad opere thriller e horror elementi quali violenza, reclusioni, relazioni morbose e pazzia sono invece all'ordine del giorno. Mi sento quindi di considerare questa un'opera moderatamente originale, che pur non essendo stereotipata può ricordare a tratti opere già viste.

Al di là dell'originalità questo manhwa ha comunque diversi punti forti. Primo fra tutti è l'ottima gestione della suspense, indispensabile per ogni thriller che si rispetti. Sia a livello grafico che narrativo la tensione è infatti sempre ben percepibile, sapientemente intervallata a momenti di distensione. Ogni situazione, anche quella più normale ed innocua come andare a comprare una torta o preparare la cena, diventa in Killing Stalking inquietante e pericolosa. Il lunatico Sangwoo come un dio crudele può dare in ogni momento vita o morte alle sue prede. Il lettore è lasciato perciò col respiro sospeso, mentre aspetta l'imprevedibile quanto determinante reazione di Sangwoo. 

Come ho già detto la grafica non fa che accentuare questa sensazione d'ansia, ricorrendo a messe a fuoco ed inquadrature particolari, colori forti come il rosso, distorsioni e linee cinetiche che accentuano la sensazione di movimento. Sotto trovate alcuni esempi. 


Una grafica audace, che indietreggia soltanto di fronte a particolari di natura sessuale, completamente censurati (come è d'uso in Corea). Tutto il resto sarà ben visibile: sangue e ferite, lividi, insetti, fluidi corporei, intrugli con il cibo e schifezze varie. A questo proposito devo menzionare una scena che mi ha fatta particolarmente rabbrividire: ad un certo punto Bum, che si è fatto un taglio profondo ad una mano, scivola cadendo su un sacco della spazzatura, che si rovescia. La sua mano ferita finisce così sopra ad un groviglio di sporcizia e spine di pesce. Un'immagine raccapricciante che ho gradito (per modo di dire!) e che dimostra come l'autrice dell'opera sia attenta anche ai minimi particolari. 


Peccato quindi per le censure "scintillanti" delle parti intime che, vista la presenza di gore ed altri elementi adulti, stonano un po' e sembrano insensate. 

L'ottima grafica si unisce ad una buona narrazione che alterna in modo intelligente passato e presente, dandoci allo scorrere dei capitoli sempre più informazioni sulle storie di entrambi i protagonisti. Esse da frammentarie divengono via via più complete, aiutando il lettore a ricomporre il puzzle. Una scelta che ho gradito anche perché alla lunga le vicende "casalinghe" di Bum e Sangwoo sarebbero diventate ripetitive e noiose. Forse per evitare ciò si alterna un'altra linea narrativa parallela, quella che vede le investigazioni del poliziotto Seungbae. Come da tradizione per molti horror e thriller, anche qua abbiamo un poliziotto dal passato un po' stereotipato che, non ascoltato da nessuno, intuisce la verità. Chissà che ciò non preannunci un suo duello finale con Sangwoo... In ogni caso questa scelta narrativa sa di già visto e avrebbe potuto essere sostituita con qualcosa di un po' più interessante o originale. 


Ma veniamo ad un'altra parte essenziale del manhwa... quella romantica. Si fa per dire! La relazione malata che si viene a creare fra Bum e Sangwoo è un elemento fondamentale della storia. Essa è l'espressione diretta di due personalità distorte: la prima, quella di Bum, cronicamente tendente alla dipendenza dalle persone; la seconda, quella di Sangwoo, folle nella sua essenza e con traumi infantili irrisolti - come direbbe Freud. Gestire due personaggi così particolari e le loro interazioni non è affatto facile, ma per me Koogi ci riesce appieno, mostrandoci una relazione che con il passare del tempo muta ed evolve nelle sue dinamiche. 

Illustrate le caratteristiche principali ed i punti forti di quest'opera, è d'obbligo accennare anche a qualche particolare che mi ha fatto storcere il naso (ma solo un pochino). Il ripetuto soffermarsi di molte vignette sul sedere e sulle gambe di Bum l'ho trovato davvero immotivato e alla lunga fastidioso. Stessa cosa vale per altro "fanservice" simile, che sembra enfatizzare una sensualità assai fuori luogo. Sono poi riscontrabili, se non veri e propri buchi di trama, delle incoerenze qua e là (persone che non si accorgono dell'odore di un cadavere, una strada affollata che diventa improvvisamente deserta quando Bum prova a scappare, e simili). Tutto sommato però difetti secondari, che non vanno ad intaccare seriamente il realismo della storia.

Ma allora, perché molte persone chiedono ai lettori di Killing Stalking...

"Perché c***o ti piace una cosa del genere, fo***to ritardato?"

IN POCHE PAROLE? (TL;DR) Nonostante la mia valutazione complessivamente buona di quest'opera, è innegabile che questo manhwa è a dir poco problematico. Non solo i temi affrontati sono estremamente forti, ma anche la grafica non si risparmia quasi niente. Un lettore che si approcciasse a quest'opera per caso, se non anche uno più informato, potrebbe rimanerne turbato. Per questo mi sento di sconsigliare Killing Stalking a chi vuole semplicemente leggere un BL appassionante (per quello c'è 19 Days <3) e a chi non è preparato mentalmente. Anche nel caso foste amanti dell'horror questo manhwa potrebbe non piacervi se non gradite la tematica omosessuale, su cui si basa gran parte dell'opera. Insomma Killing Stalking si rivolge ad una fetta di pubblico molto ristretta, che è tuttavia in grado di soddisfare con una storia buona, un'ottima gestione della suspense, personaggi ben caratterizzati e grafica curata. Quindi se l'horror vi intriga, adorate le relazioni morbose e le personalità malate, e non vi dispiacciono le relazioni fra due uomini... direi che Killing Stalking merita almeno una possibilità.  

5 commenti:

  1. Oh, finalmente una recensione sul tanto chiacchierato "Killing Stalking"!
    Prima dell'annuncio da parte della J-pop non ne avevo mai sentito parlare, e poi ho letto su Facebook una diatriba abbastanza corposa tra detrattori e fan.
    Personalmente sono per il thriller e non mi fermo davanti all'horror o al vero e proprio gore; proprio oggi pomeriggio sono riuscita a passare in fumisteria e, mentre aspettavo il conto, ho sfogliato l'albo lasciato in bella mostra sul bancone: devo dire che graficamente non mi ha entusiasmato, e per questo ho deciso di lasciarlo lì... Vedremo se in futuro cambierò o meno idea..
    Grazie comunque per il tuo articolo perché almeno ora ho un'idea un po' più chiara su questo titolo...problematico!
    A presto.

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    1. Ciao Hana! Davvero non lo conoscevi? Su internet mi era sembrato molto popolare. Vedremo poi per l'acquisto delle copie cartacee... Sono contenta che la recensione ti sia stata utile. Lo stile di disegno effettivamente è molto diverso dai soliti fumetti orientali, anche a me è occorso un po' di tempo per abituarmi. Nel caso cambiassi idea, sarò curiosa di leggere la tua recensione (:
      A presto!

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  2. Eccomi qua XD
    In privato ne abbiamo già parlato e come sai mi trovo d'accordo in quasi tutto quello che hai scritto.
    Non amando l'horror o le storie con componenti splatter/molto violenti, non mi possono definire una fan sfegatata di questa serie, ma secondo me è un titolo parecchio frainteso (colpa anche delle presentazioni acchiappafavori degli editori che cercano di spacciarlo per quello che non è).
    Personalmente sono curiosa di sapere dove andrà a finire la storia (nel bene o nel male, ma non prevedo una happy ending a prescindere XD).

    Il rapporto tra i due è chiaramente malato e distorto. L'unica cosa che tiene Bum ancora vivo è proprio la sua ossessione per il suo aguzzino che, di contro, non si è mai trovato davanti una vittima così passiva e che non si ribelli affatto alle sue violenze, quindi vuole capire fin dove riuscirà a spingersi Bum per seguirlo. E' il suo giocattolo preferito insomma. Secondo me la situazione di base, pur essendo molto sopra le righe e improbabile, è interessante da seguire dall'esterno.
    Certo, secondo me ci sono delle scivolate e degli eccessi dovuti al fatto che l'autrice mi sembra sia alle prime armi, quindi ci sta.
    Lo stile di disegno poi mi piace abbastanza... insomma, secondo me è un titolo molto penalizzato da dei lettori immaturi che non capiscono cosa si trovano davanti, da chi si "scandalizza facilmente" ma poi legge di peggio perchè spacciato perchè magari la violenza è spacciata per romantica, mentre qui te la sbattono in faccia e no, i "ti amo" di Bum non valgono come dichiarazioni... si tratta di ossessione: gli stalkers non sono innamorati in modo sano delle loro vittime, eppure gli ripetono continuamente di amarli e menate varie perchè ne sono convinti. Ma queste parole sono anche un suo modo per salvarsi la pelle, seppur in modo passivo (ma se Bum fosse un personaggio realmente attivo, non ci sarebbe serie che tenga).
    Per quanto mi riguarda la ritengo una serie "interessante" anche se non rientra di sicuro tra i miei preferiti. Poi ovviamente le battute a tema ci stanno sempre, ma sdrammatizzare tutto è una cosa molto diffusa con gli horror di qualsiasi tipo e si sa che su Internet niente si salva dai meme X'D

    Non capisco inoltre l'odio e il fastidio di molti verso questo titolo: non è nè il primo nè l'ultimo a mostrare scene di violenza estrema o relazioni disturbanti (ci siamo dimenticati del Ragazzo della Porta Accanto di Kaori Yuki, per restare in tema BL?). L'unica cosa che critico è che sia venduto a un pubblico molto giovane, ma quello dipende dall'editore, non dalla storia o dall'autrice.
    Insomma... alcuni avevano bisogno del loro capro espiatorio di turno XD per me resta una serie come tante, con i suoi pro e contro.

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    1. Eh sì, effettivamente anche io non ho apprezzato molto la pubblicità che la casa editrice ha riservato a questo titolo. Ma puntare sulla "storia d'amore" sarà più redditizio che puntare sull'horror, temo ):

      Sono d'accordo con te su tutto. Come te pur apprezzando la serie non ne sono uscita pazza. I protagonisti sinceramente non mi piacciono molto, per quanto ben caratterizzati (credo che l'autrice ci tenga davvero tanto a questa serie, comunque, poi non so, la vedo molto "impegnata" e coinvolta emotivamente XD).

      Boh, idem. Giusto qualche anno fa uscì Litchi Hikari Club di Furuya e ricevette anche abbastanza pubblicità al Lucca Comics, essendoci l'autore. Anche lì di cose "pese" ne accadono fin troppe, ma nessuno si è scandalizzato. E questo tanto per citare un titolo che conosco, chissà quanti altri horror ci sono che sono, appunto, horror (lol) ma che non destano preoccupazioni. Secondo me è soltanto per via del BL che questo ha così tanti haters, e magari anche di parte del fandom (anche se io ho avuto solo esperienza di gente che critica le fangirls sceme, queste ultime non le ho mai viste personalmente).

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  3. Mmm... sono molto indecisa sul recuperare o meno questo titolo. Le storie bl non mi dispiacciono affatto (per usare un eufemismo XD), così come il genere horror o il gore, ma ho un problema con le storie basate sulla violenza, soprattutto se sessuale (anche se in effetti non so se in questo manhwa ci sono episodi del genere). Sicuramente non c'entra niente con questo titolo ma, tanto per fare un esempio, un manga famoso e idolatrato come "Okane ga nai" non mi è mai piaciuto esattamente per il rapporto distorto (almeno secondo la mia opinione personale) che si viene a creare tra i due protagonisti. Da quel che ho capito, stando al poco che ho letto in scans, in "Killing Stalk" abbiamo una vera e propria Sindrome di Stoccolma con contorno di violenze assortite; ho interrotto la lettura dopo pochi capitoli e per questo il desiderio di recuperare l'edizione italiana non mi è venuto. La grafica invece mi sembra interessante e diversa dal solito, e finora è l'unico lato positivo che posso trovare in quest'opera. Non so davvero se la leggerò mai, continuo a essere indecisa...

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